Russia e Cina espellono il dollaro dal commercio globale
La sfida al predominio del dollaro è la vera macro-cornice di fondo che nessuno vi racconta
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Vi abbiamo scritto ripetutamente come la minaccia più grande per il regime americano e la sua egemonia su scala planetaria sia la perdita del dominio del dollaro sul commercio globale. La sfida epocale lanciata in tal senso da parte dei Brics - Russia e Cina in particolare - spiega molte delle scelte recenti di Washington a livello geopolitico dal manuale classico della “teoria del caos”.
Scrive, in tal senso, Vedat Özdan sul portale turco molto seguito T24, come Russia e Cina stiano di fatto riuscendo in modo efficace nel loro intento. Pechino e Mosca hanno iniziato il loro progetto di sostituzione della moneta americana nel loro commercio bilaterale nel 2011 e i loro sforzi sono stati coronati lo scorso anno con la firma di un contratto swap da 150.000 yuan (25.000 milioni di euro).
Quest'anno, inoltre, la Banca Centrale della Russia ha poi rinominato gran parte della loro riserve in dollari, con la vendita del 20 per cento delle sue obbligazioni statunitensi. La Cina ha adottato misure analoghe, vendendo le riserve di circa mezzo miliardo di dollari.
Ozdan sottolinea, infine, l'importanza di un nuovo progetto russo di escludere il dollaro statunitense e l'euro nelle transazioni tra Russia, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan.
La sfida al predominio del dollaro è la vera macro-cornice di fondo che nessuno vi racconta, ma che spiega la quasi totalità delle decisioni che gli Stati Uniti prendono in politica estera. Decisioni che si trasformano sempre in distruzione e caos di altri paesi sovrani.