La Siria sotto attacco terrorista: oltre 100 morti nell'indifferenza dell'occidente
Colpita la provincia di Latakia dove si trovano due importanti strutture militari russe. Mosca da settembre sostiene l'azione di liberazione dai terroristi di Damasco.
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Oltre 100 morti dopo sette esplosioni in diverse località nelle città costiere siriane di Jableh e Tartus, provincia di Latakia, dove si trovano due strutture militari russe: la base aerea Khmeimim e la base navale Tartus.
Il gruppo jihadista Ahrar al-Sham al-Islamiyya, riportano i media, ha rivendicato la responsabilità per le esplosioni sia di Jableh e Tartus. Anche i militanti dello Stato islamico hanno sostenuto gli attacchi contro la comunità alawita (cui appartiene il presidente Bashar Assad).
Secondo quanto riporta Ikhbariya TV, ci sono state al meno tre esplosioni nella città costiera di Jableh, vicino al terminal ferroviario locale. RIA Novosti e la TV di Stato riportano anche di una quarta esplosione, presso l'unità di emergenza di un ospedale locale. La città è stata anche bombardata con colpi di mortaio, secondo l'agenzia di stampa SANA.
Secondo la tv di Stato siriana, una delle esplosioni a Tartus è stata causata da un'autobomba e un'altra da un attentatore suicida.
Secondo la tv di Stato siriana, una delle esplosioni a Tartus è stata causata da un'autobomba e un'altra da un attentatore suicida.
Entrambe le città sono sotto attacco terrorista e sono vicine alle strutture utilizzate dalla Task Force russa in Siria. Il porto di Tartus è stato usato per anni dalla marina russa come base. Il porto è stato ampiamente utilizzato per la consegna di forniture militari per il contingente russo nel paese.
Immagini che circolano sui social media mostrano la situazione.
Two car bombs also hit Tartus #Latakia home to the #Russia naval base. pic.twitter.com/h1aMxvYGSj
— Aldin Abazović (@Ald_Aba) 23 maggio 2016
Two car bombs also hit Tartus #Latakia home to the #Russia naval base. pic.twitter.com/h1aMxvYGSj
— Aldin Abazović (@Ald_Aba) 23 maggio 2016
Ora riflettete per un momento su come le vostre vite siano state completamente immerse giorno e notte nella giornata degli attacchi al Bataclan o agli attentati all'aeroporto e metro di Bruxelles, da un lato, e sulla totale indifferenza con cui la stampa libera (non) vi costringe a giudicare le notizie proveniente dalla Siria, paese martoriato da ormai sei anni da una guerra per procura alimentata dall'occidente. Traetene le vostre conclusioni.#جبلة||
— Ahmad nasser el dine (@ahmadalinasser1) 23 maggio 2016
صور اولية للاستهداف الارهابي الذي ضرب كراج جبلة ولم يعرف حتى الان ان كان صواريخ او عبوات او انتحاري pic.twitter.com/KggOwZrYye
Vi riproponiamo, infine, l'analisi di Federico Pieraccini su Facebook che cerca di mettere insieme alcuni puntini importanti.
Sequenza di eventi inequivocabile in Siria.
1. Venerdì 20 Maggio 2016, II comando Russo proponeva agli Stati Uniti ed agli alleati del golfo di eseguire attività congiunte di lotta al terrorismo.
2. Passavano due giorni senza risposta. Un silenzio equivoco e sinistro.
3. Lunedì 23 Maggio, IS, Al Nusra e Ahrar ash-Sham rivendicavano gli attentati a Tartous e Jableh che provocavano la morte di più di 100 civili in località sotto il controllo governativo e a poca distanza dalle basi russe.
Un chiaro segnale che l'occidente sostiene, arma, finanzia e appoggia soltanto i terroristi e ha un unico scopo: distruggere lo stato Siriano ed impedire una vittoria di Damasco-Mosca-Tehran-Baghdad.