I comunisti italiani, la fondazione del PCC e la nuova era

I comunisti italiani, la fondazione del PCC e la nuova era

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Mai come negli ultimi anni la Cina è diventato, anche sui grandi mezzi di comunicazione, un tema mainstream. Persino sul piano politico, dopo decenni nei quali si è cercato di separare il successo economico cinese dal ruolo del Partito Comunista, motore del paese e palestra dove viene forgiata la classe dirigente che oggi non solo è chiamata a confrontarsi con i bisogni di un quarto della popolazione mondiale ma, oramai, con la governance delle grandi questioni globali.

 

Negli ultimi anni, complice il cambio di atteggiamento degli Stati Uniti, l’attenzione si è concentrata anche e soprattutto sul Partito, per costruire il nuovo grande nemico in grado di giustificare una nuova levata di scudi del blocco euro-atlantico e cercare di far ripiombare il mondo in una versione 2.0 della guerra fredda, che tanta fortuna ha avuto nel contenimento e nel rovesciamento dell’Unione Sovietica in passato.

 

Ma la storia, lo dovrebbero sapere anche i condottieri di questa nuova escalation nelle relazioni internazionali, non si ripete mai uguale a sé stessa, soprattutto se il nemico designato ha raggiunto una crescita ed una capacità di innovazione tecnologica come mai era accaduto prima nella storia. Non soltanto: il PCC gode di uno dei più ampi livelli di consenso interno, anche grazie agli straordinari successi di cui non ha beneficiato solo il popolo cinese ma l’intera umanità.

 

Ricorrerà tra poche settimane il centenario di fondazione del PCC, evento che viene festeggiato con la vittoria del paese sulla povertà assoluta e col contributo più importante e vasto, sia in termini assoluti che relativi, agli obiettivi del millennio che l’Onu ha fissato nella lotta alla povertà. Se oggi il bilancio di questa battaglia mondiale è positivo, lo si deve principalmente al contributo del gruppo dirigente cinese nel conseguimento dei suoi successi sociali ed economici. Ecco perché, l’importanza di questo anniversario travalica le ricorrenze rituali e diventa un’occasione preziosa di riflessione sul presente ed il futuro della Cina e, contemporaneamente, del mondo intero.

 

Viviamo in paese straordinario, dove tuttavia ci si trova a volte a vivere situazioni degne del teatro dell’assurdo. Il 21 gennaio scorso, per esempio, si è celebrato il centenario di fondazione del Partito Comunista d’Italia. L’occasione è stata ghiotta anche dal punto di vista editoriale per fornire al pubblico approfondimenti e dibattiti in materia. E così i grandi mezzi di informazioni si sono prodigati in pubblicazioni di speciali, interviste e articoli ad hoc. Tutte caratterizzate da un interessante filo interpretativo: chiamare a parlare delle ragioni della fondazione del partito comunista tutti, fuorché coloro che comunisti lo sono ancora. Ecco, in occasione del centenario di fondazione del Partito Comunista Cinese, l’Associazione Marx21 ha avuto il grande merito di organizzare invece un dibattito capace di mettere attorno allo stesso tavolo i segretari dei partiti comunisti che in Italia afferiscono alla stessa affiliazione internazionale (la rete di Solidnet a cui aderiscono i principali partito comunisti del mondo), assieme ai comunisti cinesi.

 

A partire dalle ore 10:00 di sabato mattina, collegandosi sulla pagina Facebook di Marx21 o sul canale Youtube dell’omonima casa editrice, sarà possibile assistere al dibattito al quale parteciperanno da Pechino il Professore Gong Yun, Vice Direttore dell’Accademia del Marxismo, uno dei massimi teorici del socialismo con caratteristiche cinesi ed un intellettuale di punta dell’Accademia Cinese delle Scienze Sociali, il principale think tank del paese. Ad assisterlo e fare da traduttrice, ci sarà Li Kaixuan: non una semplice traduttrice ma una docente della Cass, il cui lavoro nel corso di questi anni è stato imprescindibile per la cucitura dei rapporti tra i marxisti italiani e cinesi.

 

A questo dibattito, che mi onoro di presiedere – e di questo ringrazio Marx21 per l’opportunità fornitami – prenderà la parola anche SE Li Junhua, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della RPC in Italia.

 

Successivamente sarà la volta dei tre segretari: Maurizio Acerbo, Segretario Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista; Mauro Alboresi, Segretario Nazionale del Partito Comunista Italiano; Marco Rizzo, Segretario Nazionale del Partito Comunista, dialogare tra loro e con gli ospiti cinesi sui principali aspetti delle relazioni tra Italia e Cina, comunisti italiani e cinesi e le grandi questioni politiche del mondo contemporaneo.

 

Un dialogo tra comunisti, per conoscere meglio il più grande partito comunista al mondo. Un’occasione per combattere questa crescente militarizzazione delle relazioni internazionali e togliere l’elmetto a questa informazione mainstream che è già pronta ad arruolarsi come media embedded di una nuova guerra fredda che, invece, noi dobbiamo saper contrastare ed impedire con tutte le nostre forze.

 

Ringrazio gli amici de l’Antidiplomatico per la continua e corretta informazione sulle tematiche relative alla Cina e per lo spazio che mi sta offrendo per rivolgermi ai suoi preziosi lettori, ai quali rivolgo l’invito caloroso di partecipare al Forum internazionale di sabato prossimo:

 

Sabato 19 giugno, ore 10:00

 

sulla Pagina Facebook: https://www.facebook.com/marx21it/

 

e sulla pagina Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCoAWUtQm8Xm_8bjPM8cDMpg

Francesco Maringiò

Francesco Maringiò

Pubblicista, esperto del mercato cinese e studioso della Cina contemporanea. Autore con Fosco Giannini di La Cina della Nuova Era.

 

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