La denatalità è figlia della precarizzazione dei rapporti di lavoro, di un ritorno all'Ottocento, deciso sin dal 1975 con la Trilaterale, dei rapporti di produzione, dell'Atto Unico Europeo del 1986, del Trattato di Maastricht del 1992, dell'entrata nell'euro con i cambi fissi, della separazione Tesoro Banca d'Italia 1981, dello smantellamento dell'economia mista, dell'annullamento del riformismo sociale portato avanti da Dc e Psi, con l'appoggio del Pci, della negazione delle radici storiche dei partiti della Seconda Repubblica, della distruzione del salario sociale, della riduzione cinquantennale dei salari.
I costumi c'entrano fino ad un certo punto, è la materialità dei rapporti di classe alla base di tutto. La disuguaglianza è figlia di questi fattori, la povertà pure, l'esodo verso l'estero pure. Si è negata l'esistenza e la capacità di riprodursi a decine di milioni di persone, i figli dei benestanti semplicemente ereditano la ricchezza e, spesso, proprio per questo, non hanno necessità di lavorare, figurarsi in fabbrica.
L'abolizione dell'equo canone, assieme all'abolizione della Gescal, hanno impedito alle nuove generazioni di avere case in affitto a prezzi calmierati, se non politici, come un tempo.
La liberalizzazione dei servizi ha causato l'esplosione delle tariffe e il trionfo della rendita e del capitalismo delle bollette, nel frattempo privatizzato e portato in borsa.
L'abolizione della Legge Bancaria ha fatto sì che lo Stato si accollasse sempre piu' il sostentamento delle imprese, a danno delle spese sociali. Se non si incide su questi fattori strutturali, tutto è inutile. Si parla di zero tasse per chi ha due figli, un altro vuole detrazione per 10 mila euro per tutti. Non è questione di tasse, ma di rapporti di produzione e di assetto capitalistico che hanno annullato la domanda interna.
Poi c'è la schizofrenia: contemporaneamente si annuncia riduzione Ires per imprese e liberalizzazione dei contratti a termine. Io non so se costoro sono ignoranti o in malafede, o tutte e due le cose. Di certo prendono in giro.
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