Se qualcuno si sta ancora domandando il perché della psicosi Coronavirus dettata dai media mainstream (e pienamente legittimata da un Governo ormai allo sbando) farebbe bene a dare una occhiata alle prospettate “soluzioni” per i costi finora provocati da questa fantomatica “epidemia”.
Intanto, l’immediata ratifica del Trattato CETA (già bestia nera del Movimento Cinque Stelle) oggi invocato a gran voce e idolatrato da Italia Viva. Ma il peggio deve ancora arrivare con i trattati dell’Unione Europea, la quale, bontà sua, prospetta oggi un qualche allentamento delle regole di Bilancio per far fronte alle prime spese conseguenti al Coronavirus. In cambio di cosa? Ma è evidente. Della ratifica del “nuovo” Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), fissata ai primi di aprile, a seguito della proroga chiesta nel dicembre scorso dal governo italiano. Proroga chiesta per non far perdere definitivamente la faccia al Movimento Cinque Stelle (che del MES chiedeva addirittura l’abolizione) e che avrebbe dovuto servire ad ottenere un qualche miglioramento delle clausole più vessatorie del Trattato. Clausole che, ovviamente, non sono state modificate.
Fantapolitica l’utilizzo del panico epidemia per imporre provvedimenti altrimenti impossibili a far passare?
È già successo nel 1986 per la “Mucca Pazza” che, considerando la repentina messa al bando delle famigerate farine animali, servì a revocare il bando OGM dell’Unione Europea e, quindi ad inondare il continente europeo di foraggi canadesi e statunitensi geneticamente modificati. Dopo quella misura, la psicosi della Mucca Pazza (ma chi si ricorda di una, - purtroppo infruttuosa - telefonata del Direttore generale della RAI a Michele Santoro per mitigare una “informazione” intrisa di panico) scomparve di colpo da tutti i media mainstream.
Senza che nessuno si domandasse perché il panico per la Mucca Pazza fosse dilagato solo in Europa e non nel continente nordamericano, dove il consumo di carne era il triplo che da noi.
Francesco Santoianni
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