Crescita, sviluppo, innovazione: la Cina punta sull'economia digitale

di Fabio Massimo Parenti* - CGTN

Puntare sull'economia digitale per rendere la Cina sempre più sviluppata, tecnologicamente indipendente e competitiva a livello internazionale. In poche parole, si tratta di accrescere l’autonomia nazionale attraverso lo sviluppo tecnologico e quindi il miglioramento della capacità di innovare del sistema Cina.

È questa la strategia elaborata da Xi Jinping per dare un forte impulso alla “crescita economica di alta qualità” del Paese e aggiornarne i principali settori industriali, nel bel mezzo di un contesto geopolitico turbolento caratterizzato da tensioni, crisi e continue minacce alla stabilità. La cosiddetta Digital Economy è un pilastro della nuova era cinese, una forza da alimentare con l'innovazione scientifica e da utilizzare per migliorare la quotidianità dei popoli del mondo intero e risolvere problemi globali. I numeri sono lì a dimostrarlo.

Nel 2024, per esempio, in Cina il valore aggiunto dell'industria dei software di trasmissione delle informazioni e dei servizi di tecnologia dell'informazione è cresciuto del 10,9%, mentre quello dell'industria manifatturiera dei computer, delle comunicazioni e di altre apparecchiature elettroniche addirittura dell'11,8%. Secondo la National Data Administration, invece, nel 2023 la produzione totale di dati della Cina ha raggiunto i 32,85 zettabyte, con un aumento di oltre il 22% rispetto all'anno precedente. La Cina ha già raggiunto in anticipo l’obbiettivo di raggiungere un livello di VA dei principali settori dell'economia digitale pari al 10% del PIL nazionale. Che cosa significa tutto questo? Evidenzia chiaramente che lo sviluppo economico cinese è basato sull'idea di un continuo avanzamento hi-tech necessario per ottenere autonomia e indipendenza tecnologica nel campo dell'innovazione.

Nel corso dell'ultimo China Development Forum 2025, tenutosi a Pechino dal 23 al 24 marzo, sono state affrontate questioni chiave che modellano lo sviluppo economico - attuale e futuro - della Cina. Quali? L'economia digitale, appunto, insieme, più nello specifico, ai temi dell'intelligenza artificiale e della digitalizzazione industriale. Ovvero: aspetti emergenti che guideranno uno sviluppo di alta qualità del Paese da qui ai prossimi anni. E che dovranno, nell'immediato, gettare solide basi per la crescita economica nel 2025 e modernizzare la nazione cinese.

I compiti chiave per la costruzione di una Cina digitale sono stati suddivisi dalla National Data Administration in quattro aree principali: la costruzione di alta qualità di una fondazione per lo sviluppo digitale; il potenziamento digitale che guida uno sviluppo economico e sociale di alta qualità; il rafforzamento del ruolo di supporto delle capacità chiave della Cina digitale; la creazione di un'atmosfera e di un ambiente favorevoli allo sviluppo digitale. Ebbene, in un panorama globale sempre più complesso, e tra le sfide della ristrutturazione economica interna, la Cina sta navigando in questo terreno (in evoluzione) proponendo riforme più approfondite e rafforzando l'innovazione hi-tech. L'obiettivo? Costruire nuovi motori capaci di dare un potente slancio sia all'economia interna che a quella globale. Secondo l’approccio della “dual circulation”.

I dati del Ministero dell'Industria e della Tecnologia dell'Informazione (MIIT) mostrano che finora sono state costruite più di 30.000 fabbriche intelligenti “di livello base”, oltre 1.200 “di livello avanzato” e più di 230 fabbriche “di livello eccellente” in tutto il Paese. Non solo: entro la fine del 2023, il governo cinese aveva lanciato oltre 7.000 progetti "5G + Industrial Internet" e sviluppato 50 piattaforme Internet industriali intersettoriali.

In generale, l'economia digitale sta ottimizzando interi settori. Prendiamo l'agricoltura digitale, che grazie alle recenti innovazioni sta a sua volta trasformando l'economia rurale cinese. Nel 2023 il mercato dell'agricoltura intelligente cinese aveva raggiunto 101,639 miliardi di yuan (14,02 miliardi di dollari), adottando tecnologie quali la protezione delle colture basata sui droni e l'irrigazione intelligente. Possiamo citare anche l'aumento dell'efficienza dei servizi pubblici, chiamando in causa il programma Digital Bay Area, che sfrutta il cloud computing e la tecnologia blockchain per facilitare la condivisione dei dati governativi interregionali nella Greater Bay Area del Guangdong-Hong Kong-Macao, oppure il miglioramento diagnostico in ambito sanitario.

La Cina sta inoltre cooperando con il mondo intero in nome di un percorso di sviluppo digitale globale che preveda la costruzione e la condivisione comune di risorse digitali, nonché la realizzazione di una comunità umana dal futuro condiviso. La Cina, per esempio, ha firmato protocolli di collaborazione per il commercio elettronico con 30 Paesi e proposto il progetto “Asia-Pacific Digital Poverty Reduction” per aiutare i Paesi in via di sviluppo a digitalizzarsi.

In tutto questo la dimensione dell'economia digitale cinese ha raggiunto i 53,9 trilioni di yuan (7,44 trilioni di dollari) e continua a crescere a un ritmo rapido. La fusione dell'economia reale e della tecnologia digitale è dunque diventata una forza centrale che guida lo sviluppo di alta qualità, svolge un ruolo fondamentale nel migliorare l'efficienza industriale, ottimizza l'allocazione delle risorse e garantisce una crescita economica stabile.

*L'autore Fabio Massimo Parenti è professore associato di studi internazionali e Ph.D. in Geopolitica e Geoeconomia

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