2 maggio, "Click Day": "Siamo piccoli commercianti che non vogliono indebitarsi con le banche. Chiediamo Helicopter Money e un reddito per tutti"

2 maggio, "Click Day": "Siamo piccoli commercianti che non vogliono indebitarsi con le banche. Chiediamo Helicopter Money e un reddito per tutti"

Marino Poerio, fondatore del Movimento delle Saracinesche, illustra all'AntiDiplomatico le 10 proposte: "In pochi giorni siamo migliaia in tutta Italia".

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di Agata Iacono

Ristoranti, Bar, artigiani, piccoli albergatori, commercianti: le microimprese, partite Iva, autonomi: vittime sacrificali  sempre meno silenti della pandemia economica provocata dalla chiusura delle attività.
Sono molte le iniziative che si moltiplicano in Italia, dalla consegna simbolica delle chiavi dei locali ai più disparati appelli per revocare le restrizioni e riaprire subito.

Tra queste si differenzia l'iniziativa del MoSa, Movimento delle Saracinesche, che ha strutturato una proposta in 10 punti e lanciato "l'operazione click day" per il 2 maggio.
 
Cosa vogliono le Saracinesche? Lo chiediamo a Marino Poerio, fondatore del movimento e titolare di un piccolo forno del centro cittadino di Genova.


D: Come nasce questo movimento?
 
R: Nasce a Genova perché io sono un piccolo artigiano di Genova. Ho tre figli e mi sono improvvisamente trovato in una situazione che da subito ho visto insostenibile.
Non so, forse ho solo anticipato quella che sarebbe diventata gradualmente la consapevolezza di tantissimi altri come me. Io sono un po' "orso", non sono portato a parlare in pubblico e fare video, ma ho sentito il bisogno e il dovere di denunciare la situazione di un'intero tessuto socioeconomico abbandonato a se stesso.
In pochi giorni siamo diventati 300, adesso siamo migliaia in tutta Italia.



D: Lei è stato anche chiamato da molti media ufficiali, nazionali e locali perché la vostra istanza è strutturata e ben argomentata. In cosa si differenzia la vostra iniziativa dalle migliaia di proteste che ristoratori, artigiani, negozianti, lavoratori del turismo stanno avanzando in tutta l'Italia, da nord a sud?
 
R: Noi non chiediamo di riaprire subito e con il rischio di diventare noi gli "untori" che servendo il cliente lo possano contagiare. Sembra, anzi, che tutto debba ricadere sulla nostra responsabilità di distanziare i tavoli, sanificare, tutelare il cliente. Nessuno pensa a tutelare i lavoratori? Siamo noi a rischio e non vogliamo che rischino i nostri dipendenti. Abbiamo spese fisse e dobbiamo comunque tagliare il personale alla riapertura. Vale la pena partire in fretta e male? Veramente pensiamo che dopo questo dramma sanitario ed economico le persone abbiano la stessa disponibilità finanziaria per pranzi e cene fuori, quando adesso ha rivoluzionato comunque la modalità di gestione del consumo, cucinando a casa e ordinando su Amazon?
 
D: Lei ha attivato la modalità di vendita a domicilio e da asporto?
 
R: Avevo cercato come tanti altri di mantenere l'attività con la consegna a domicilio, ma ho rinunciato di fronte a piattaforme che chiedono il 35%.
Con l'asporto si ha contezza di quanto temevo: la gente non compra, risparmia, quasi tutte le famiglie hanno almeno un membro che ha perso il lavoro o è in cassa integrazione e non sa quale sarà il futuro. Molti giovani che conosco e che avevano tentato la microimpresa, magari col microcredito, adesso (essendo perlopiù laureati) tenteranno di ottenere un rapporto di lavoro pubblico, non vorranno rischiare più. Non potranno farlo.

 

D: Quindi voi non chiedete di riaprire subito e in queste condizioni penalizzanti. Quali sono le vostre proposte?
 
R: Noi chiediamo di vivere con dignità. Di poter riaprire quando ci saranno condizioni di sicurezza per la clientela ma anche per noi lavoratori.
Chiediamo di poter aspettare queste condizioni nel rispetto della dignità di ogni persona, senza doverci indebitare e subire anche l'umiliazione del ricatto del bisogno.


 
D: ho notato che le vostre proposte vanno anche oltre le semplici "rivendicazioni di categoria", focalizzandosi anche su un piano per attivare la domanda interna. Ce le può illustrare?
 
R: Esatto, un Helicopter Money, un reddito dignitoso per tutti, non solo per coloro che hanno subito sofferenza economica perché noi possiamo riaprire ma se non c'è domanda noi falliremo, non potremo assumere, non potremo pagare, scoppierà una bomba economica che ancora oggi è possibile prevenire.
 
D: come si svolgerà il click day?
 
R: Le nostre proposte saranno inoltrate a tutte le istituzioni competenti, al PdC Conte, al Mise e al MEF, al presidente della Repubblica Mattarella, a tutti gli organi di stampa in un click day (invio massivo di mail) sabato 2 maggio. Di seguito le proposte del MoSa:
1 Stop delle locazioni commerciali: venendo di fatto a mancarne l’oggetto, ovvero il commercio stesso. Chiediamo che lo Stato si prenda carico dell’obbligazione che abbiamo coi proprietari dei muri.
 2 Cancellazione delle tasse : gli oneri non devono essere né posticipati, né rateizzati, ma eliminati.
 3 Proroga della Cassa Integrazione per i nostri dipendenti.
 4 Eliminazione degli oneri contributivi dei dipendenti per tutto il periodo di chiusura con successivo affiancamento da parte dello Stato per il periodo successivo e sulla base di scaglioni decrescenti.
 5 Pos : annullamento delle commissioni alle banche.
 6 Blocco di nuove licenze: nessun’altra saracinesca deve aprire durante l’anno. Il numero delle aperture e? gia? ora sproporzionato rispetto alle attuali esigenze di mercato. Questa misura dev’essere definitiva e non limitata al periodo dell’emergenza.
7 Helicopter Money : non possiamo indebitarci per pagare i debiti. Chiediamo che venga accreditato sul conto corrente di tutti i cittadini maggiorenni, sia noi saracinesche che cittadini che non hanno avuto gravi problemi dalla crisi, una cifra congrua e adeguata affinché si possa far ripartire tutti insieme l’economia.
 8) blocco di nuove licenze: le liberalizzazioni, nell'ultimo ventennio, hanno dato vita a un sistema in cui l'offerta è cresciuta in maniera abnorme. A tutela del valore di ogni attività, chiediamo il ritorno definitivo a un regime di contingentamento delle licenze.
 9) la difesa reale del Made in Italy.
 10) l'annullamento delle commissioni bancarie per i pos.

 

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