All'Onu i numeri aggiornati del massacro in Cisgiordania
Alla cinquantottesima sessione del Consiglio per i diritti umani a Ginevra, il ministro degli esteri palestinese ha descritto la situazione a Gaza come “pericolosa” respingendo categoricamente la deportazione dei palestinesi, definendola un tentativo di manipolare il destino di milioni di persone.
Inoltre, ha sottolineato che le sofferenze dei palestinesi per mano del regime israeliano e i piani degli Stati Uniti di espulsione forzata continuano a essere una delle principali preoccupazioni in tutto il mondo.
Il ministro ha messo in dubbio il ruolo della comunità internazionale di fronte al genocidio a Gaza.
Il funzionario palestinese ha anche sottolineato il crescente livello di violenza e l'uccisione di civili da parte dell'esercito israeliano nei territori occupati.
Da mesi ormai la Cisgiordania occupata sta attraversando il periodo più buio degli ultimi decenni. I coloni, sostenuti dal governo israeliano, hanno intensificato l'espansione del controllo. Nel frattempo, l'esercito di Benjamin Netanyahu ha ucciso almeno 923 palestinesi, ferendone circa 7.000 e costringendone circa 40.000 a fuggire dalle loro case, senza meta e senza sapere dove andare.