"Attentato" a Zelensky e guerra mediatica: il nodo degli asset russi congelati

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"Attentato" a Zelensky e guerra mediatica: il nodo degli asset russi congelati

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di Clara Statello per l'AntiDiplomatico

Esattamente un anno fa, il primo settembre 2025, media e agenzie europee riportavano una notizia choc: attentato contro Ursula von der Leyen, hacker russi manomettono il gps del suo aereo a Plovdik, nel sud della Bulgaria. Piloti costretti ad atterrare avvalendosi di “mappe cartacee” e “metodi tradizionali”.

L’informazione, comunicata in conferenza dalla stessa portavoce della von der Leyen, venne smentita poco dopo da Flight Radar, il più importante sito di tracking aereo.

Valse a poco. La narrazione era stata avviata e nessuna smentita ufficiale riuscì a bloccarla. Ebbe inizio una stagione di avvistamenti mai confermati, verificati e dimostrati di “droni russi” nei pressi di aeroporti e basi militari di tutte le città europee.

Il bombardamento di tali notizie, con il richiamo continuo al “jamming contro l’aereo di Ursula von der Leyen” (questa la formula utilizzata dai media), contribuì a creare tra l’opinione pubblica europea un clima di paura e ostilità nei confronti della Russia, favorire un sentimento di empatia verso il punto di vista ucraino (le richieste del presidente Zelensky) e, in definitiva, rendere legittimo e accettabile il rischio derivante dalla confisca degli assett russi detenuti in UE (circa 210 miliardi di euro) per finanziare l’Ucraina.

La ferma opposizione del Belgio scongiurò tale decisione e il 19 dicembre il Consiglio europeo optò per un prestito da 90 miliardi da raccogliere emettendo debito europeo. Dopo ciò gli avvistamenti terminarono.

A un anno di distanza, si torna a parlare dei beni russi congelati. E si torna a parlare di “attentati russi”.

Con una lettera, 122 eurodeputati di diversi schieramenti hanno chiesto ai leader UE di riaprire i negoziati sull'uso dei beni russi congelati per sostenere l'Ucraina. Nonostante il sostegno economico e finanziario dei partner europei, Kiev ha un buco di 23 miliardi di euro nei finanziamenti per la difesa. I Paesi UE sono riluttanti a stanziare nuovi fondi dai propri bilanci nazionali.

Secondo quanto riporta Euronews, i firmatari sollecitano la Commissione europea a presentare una nuova proposta che superi le obiezioni sollevate dal Belgio e altri stati.

"La Russia deve sopportare le conseguenze finanziarie della sua guerra di aggressione", si legge nel testo visionato dai giornalisti di Euronews.

La proposta è quella di trasferire i beni in un “nuovo strumento dell'UE che assumerebbe le obbligazioni giuridiche nei confronti della banca centrale russa. In questo modo si garantirebbe sostegno finanziario all'Ucraina mantenendo al tempo stesso la pressione economica su Mosca”.  

La lettera è firmata da alcuni rappresentanti del Partito Popolare Europeo, di Renew Europe, dei Socialisti e Democratici, dei Verdi/ALE, dei Conservatori e Riformisti europei e del gruppo The Left, su iniziativa dei liberali Karin Karlsbro, Nathalie Loiseau e Petras Auštrevi?ius.

I destinatari sono: la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il capo della diplomazia dell'UE Kaja Kallas, il commissario per l'Economia Valdis Dombrovskis, il presidente del Consiglio europeo António Costa e il primo ministro irlandese Micheál Martin, che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’UE.

La lettera è stata inviata mercoledì. Lo stesso giorno, il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha accusato la Russia di aver attentato alla vita del presidente ucraino Zelensky.

"Il suo aereo è stato quasi colpito da un drone mentre stava per decollare dalla Moldavia. Questa è la realtà che si trova ad affrontare", ha detto Støre, senza specificare la fonte dell'informazione né quanto vicino fosse arrivato il drone.

Questa versione è stata prontamente smentita dalla Moldavia, che non parla di attacco, ma di ritardo.

“Un drone russo, entrando nello spazio aereo moldavo, ha ritardato la partenza di un aereo che trasportava il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in Norvegia martedì, ha dichiarato un funzionario moldavo”, riporta la CNN.

L’aereo di Zelensky non era in volo, ma sulla pista dell’aeroporto di Chisinau. L’intrusione del drone ha causato un ritardo di oltre un’ora. Solo dopo il suo schianto, avvenuto a circa 160Km da Chisinau, le autorità aeroportuali hanno autorizzato il decollo.

La versione delle autorità moldave non è compatibile con l’allarme lanciato dal primo ministro norvegese. L’intrusione non ha messo a rischio neanche per un momento la vita di Zelensky, ne ha soltanto ritardato la partenza di poco più di un’ora. Gli stessi ucraini ridimensionano gli allarmismi sull’episodio.

Inoltre, l’ambasciatore moldavo negli USA Vladislav Kulminski, interrogato dalla CNN sulla possibilità che il drone avesse come obiettivo il presidente ucraino, ha risposto che è in corso un'indagine ed è "troppo presto per dirlo".

Per il momento pare che la natura del sorvolo fosse di intelligence, non un attacco.

Ciò non ha impedito alla stampa di speculare sulla notizia, per provocare un impatto choc sull’opinione pubblica. Ad esempio Repubblica ha aperto la prima pagina con il titolo a caratteri cubitali: 

“ATTENTATO A ZELENSKY”.”L’aereo del presidente ucraino partito dalla Moldova e diretto a Oslo obiettivo di un drone russo. “Se vince Mosca vi terrorizzerà tutti”.

La Stampa titola: “Drone sfiora il volo di Zelensky”. L’incipit è drammatico: “Volodymyr Zelensky ha rischiato di morire”.

Poco importa che l’aereo non fosse affatto in volo e che una fonte del governo di Kiev abbia definito “esagerato” il rischio di vita.

L’obiettivo è non è riportare i fatti, analizzarli, fare previsioni. È mettere in moto una narrazione, mirare alla pancia dell’opinione pubblica per diffondere panico e ostilità, alimentare l’idea che la Russia sia un pericolo per il resto dell’Europa e che i cavalli dei cosacchi – probabilmente - si abbevereranno alla fontana di Trevi se non rinunciamo a ciò che resta della sanità e della scuola pubblica, per mandare i nostri  Samp-T e Storm Shadow a Kiev.

L’obiettivo è, oggi come un anno fa, quello di creare una pressione mediatica e politica per la confisca dei 210 miliardi di assett russi da dare all’Ucraina. L’obiettivo è dunque, ancora una volta, preparare gli italiani alla guerra contro la Russia.  

 

Clara Statello

Clara Statello

Clara Statello, laureata in Economia Politica, ha lavorato come corrispondente e autrice per Sputnik Italia, occupandosi principalmente di Sicilia, Mezzogiorno, Mediterraneo, lavoro, mafia, antimafia e militarizzazione del territorio. Appassionata di politica internazionale, collabora con L'Antidiplomatico, Pressenza e Marx21, con l'obiettivo di mostrare quella pluralità di voci, visioni e fatti che non trovano spazio nella stampa mainstream e nella "libera informazione".

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