Chi e' l'uomo del Cremlino con il compito di salvare i negoziati?
di Clara Statello per l'AntiDiplomatico
Proprio quando le trattative tra Stati Uniti e Russia sembrano giunte ad un punto morto, arriva il colpo di scena: l'inviato speciale di Mosca, Kirrill Dmitriev è atteso questa settimana a Washington per incontrare il suo omologo statunitense, Steven Witkoff.
La notizia, riportata dalla CNN, è stata confermata questa mattina dal Cremlino. Sul proprio account X, Dmitriev ha commentato: “Forse. La resistenza al dialogo USA-Russia esiste ed è reale, guidata da interessi radicati e vecchie narrative. Ma cosa accadrebbe se un miglioramento delle relazioni fosse esattamente ciò di cui ha bisogno il mondo per pace e sicurezza globale durature?”
Secondo la CNN, i colloqui tra i due inviati riguarderanno "il rafforzamento delle relazioni tra i due Paesi nel tentativo di porre fine alla guerra in Ucraina". Per consentire al Dipartimento di Stato di rilasciare il visto a Dmitriev, le sanzioni nei suoi confronti saranno temporaneamente revocate.
L'incontro dovrebbe avvenire proprio oggi, secondo quanto afferma la giornalista della CBS News Sarah Cook.
Sarà la prima visita di un alto funzionario russo a Washington dall'inizio della guerra in Ucraina nel 2022. Potrebbe avvenire oggi stesso, secondo quanto riferisce una giornalista della CBS news, citando fonti.
Chi è Kirrill Dmitriev?
Kirrill Dmitriev si sta rivelando, assieme a Steven Witkoff, uno dei principali attori delle trattative in corso per normalizzare i rapporti tra Stati Uniti e Russia ed individuare una base solida su cui fondare una pace stabile e duratura in Europa.
Direttore del fondo sovrano russo per gli investimenti diretti, il suo volto compare a sorpresa a Riad, al primo incontro delle delegazioni russe e statunitensi, guidate rispettivamente da Sergej Lavrov e Marco Rubio. In quell'occasione non siede al tavolo dei negoziati.
Subito dopo il presidente Putin lo nomina inviato speciale per le trattative con Washington, ma la stampa occidentale lo aveva già individuato come il principale negoziatore informale del Cremlino con la cerchia ristretta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il suo compito sarà quello di curare le questioni di natura economica, finanziaria e commerciale che sorgeranno durante i negoziati. A quanto pare saranno molte e talmente importanti da poter ridisegnare gli equilibri geopolitici globali.
La scelta di Dmtriev come ponte tra Mosca e l'America di Trump sembra più che ovvia, dando un'occhiata al suo eccezionale curriculum. Nato a Kiev nel 1975, Dmitriev si trasferisce da giovannissimo negli Stati Uniti, approfittando di uno dei primi scambi di studenti nel 1989. Frequenta la Stanford University, presso la quale si laurea in economia con lode, e si perfeziona alla Harvard Busines School.
Inizia a lavorare alla Goldman Sachs a New York e come consulente alla McKinsey&Company a Los Angeles, Mosca e Praga. Nel 2000 si stabilisce in Russia, dove prosegue nel campo della finanza. Nel 2004, Dmitriev ha lavorato alla vendita di DeltaBank a General Electric e nel 2005 di DeltaCredit Bank a Societé Genéralé. È stato coinvolto in altre vendite di media e aziende russe ad oligarchi o società occidentali. Nel 2011 diventa direttore del fondo sovrano diretto di investimento russo, incarico che ricopre tuttora. Sua moglie, Natalya, è vice di Katerina Tikhonova, una delle figlie di Putin, presso una fondazione che collabora con la Moscow State University.
Dmitriev è considerato l'anello di congiunzione tra il Cremlino e la precedente amministrazione Trump. Continua ad essere il maggiore sostenitore del riavvicinamento e della partnership tra Mosca e Washington. È stato il primo a salutare il colloquio telefonico tra Trump e Putin del 18 marzo, come una telefonata perfetta grazie alla quale il mondo “è diventato un posto più sicuro”.
Nei suoi interventi informali ha auspicato ad una collaborazione tra Stati Uniti e Russia in ambito spaziale, attraverso Roscosmos, Nasa e SpaceX e ha proposto di fornire una piccola centrale nucleare russa per una futura missione spaziale su Marte di Elon Musk. È indubbiamente una figura chiave delle trattative per il riavvicinamento tra Mosca e Washington. E indubbiamente ha grandi piani per le due potenze e per gli investimenti che potranno condurre assieme, superando le rivalità.
Di cosa parleranno Dmitriev e Witkoff ?
Sia le autorità russe che statunitensi non hanno pubblicizzato l'incontro. Si può supporre che il Cremlino abbia deciso consegnare a Dmitriev un messaggio per Trump, in un momento di maggiori tensioni tra Mosca e Washington dall'inizio dei colloqui.
L'incapacità di concludere un accordo sulla tregua marittima nel mar Nero per il ripristino del corridoio del grano, ha provocato un cambiamento di retorica del presidente statunitense che ha dichiarato di esser pronto ad imporre “sanzioni aggressive” contro la Russia e di colpire la flotta ombra delle petroliere russe, se si renderà conto che Putin utilizza il tempo come leva negoziale.
La possibilità di raggiungere un cessate il fuoco entro il 20 aprile sembra dunque svanire assieme alla speranza della fine prossima della guerra. La promessa della pace in 100 giorni sembra infranta.
"Ci impegneremo a raggiungere la pace per tutto il tempo necessario. Questo non significa che possa garantirvi che un accordo sarà concluso entro una settimana o un mese. Non posso semplicemente stabilire una tempistica, perché ciò non dipende da noi. Dipende dai russi e dagli ucraini. Dipende anche dai nostri partner in Europa, i quali hanno sanzioni che, a mio avviso, dovrebbero essere prese in considerazione nell'ambito di qualsiasi accordo finale", ha detto il segretario di Stato Marco Rubio durante un incontro con i giornalisti mentre era in viaggio verso Miami a fine marzo.
Circa 50 senatori democratici e repubblicani, tra cui Lindsay Graham, hanno presentato ieri un disegno di legge per introdurre nuove sanzioni contro la Russia e dazi all'importazione del 500% per i paesi che acquistano petrolio, uranio, gas e altre risorse se Mosca rifiuterà di “dialogare in buona fede per una pace duratura in Ucraina e intraprenderà altre azioni militari”.
Dopo aver utilizzato la carota per attrarre Putin al tavolo dei negoziati, Trump adesso minaccia di sguainare il bastone per impedire alla controparte di utilizzare il tempo per ottenere vantaggi negoziali e alzare la posta. Il cambio di retorica e la minaccia di sanzioni servono alla Casa Bianca per esercitare pressione sul Cremlino. Ed è in questo contesto che deve leggersi la visita di Dmtriev.
Secondo Reuters, i colloqui con Witkoff riguarderanno anche (e forse soprattutto) questioni economiche: la cooperazione mineraria incluso lo sfruttamento delle terre rare russe, la cooperazione nell'artico, la cooperazione energetica, il ritorno delle aziende statunitensi in Russia e la cooperazione spaziale. Tutti degli ottimi argomenti da mettere sul tavolo delle trattative per rassicurare Trump.