Cos' è la democrazia? E noi europei viviamo in un sistema effettivamente democratico?
di Michele Blanco
Secondo il grande giurista Kelsen:
"In una democrazia, la volontà della comunità é sempre creata attraverso una continua discussione fra maggioranza e minoranza, attraverso un libero esame di argomenti pro e contro e una data regolamentazione di una materia. Questa discussione ha luogo non soltanto in parlamento ma anche, e principalmente, in riunioni politiche, sui giornali, sui libri e altri mezzi di diffusione dell’opinione pubblica. Una democrazia senza opinione pubblica é una contraddizione in termini. In quanto l’opinione pubblica può sorgere dove sono garantite la libertà intellettuale, la libertà di parola, di stampa e di religione ..." (Hans Kelsen, Teoria generale della politica, p. 293).
In questi giorni la premier Meloni al Senato ha spiegato che gli 800 miliardi per riarmarsi contro la minaccia russa, non sono soldi che verranno tolti alle spese per la scuola, le pensioni, la sanità, ecc. E non saranno manco soldi stanziati dalla Comunità europea. NO. Non si sa che soldi siano, da dove verranno.
Qualcuno ce li darà, visto che non ne abbiamo, o no, signora Meloni? E sarà l’ennesimo debito per la guerra, o no? E se dovremo ripagare anche questo debito, sarà impossibile migliorare il welfare, le pensioni, assicurare l'assistenza sanitaria, le scuole gratuite ecc. o no, signora Meloni?
Tutto Questo ci ricorda fa le armi che abbiamo inviato per fare una guerra tra Russia e Ucraina, che è dimostrato, si poteva evitare, che non ci costavano niente perché stavano nei magazzini! Non le avevamo pagate? Non dovevamo spendere per rimettercele?
In questo momento di confusione e di pagliacci alla ribalta (vedi Calenda) sarebbe stato così semplice fare la statista: bastava dire di no alla baronessa von der Leyen di Bruxelles e ai costruttori di armi, perché non c’è alcuna minaccia russa, probabilmente la presidente del Consiglio sarebbe finita nei libri di Storia accanto ai grandi politici del passato. Invece ci finirà la brutta figura che facciamo tutti che in una democrazia non viviamo di certo. Questo ovviamente perché la prima condizione per far funzionare la democrazia sono i mezzi di comunicazione indipendenti e veritieri, cosa che da noi non esiste, i mezzi di comunicazione di massa, televisivi e giornali sono in mano agli stessi che controllano e fanno profitti con l'industria bellica.
Nella narrazione dei mezzi di disinformazione di massa, tutti di proprietà, o comunque controllati, dagli stessi azionisti delle fabbriche d’armi si vuole dare per scontata l’idea che siamo in pericolo perché l’Europa sta per essere invasa dalla Russia, ipotesi assolutamente priva di qualsiasi fondamento politico economico e, soprattutto dal punto di vista pratico-militare. La federazione Russa ha 143,8 milioni di abitanti (2023), ma al tempo stesso è la nazione più grande per estensione territoriale al mondo, con ricchezze minerarie incredibili, ha il problema che territori immensi come la Siberia sono scarsamente popolari. Solo i paesi aderenti all’Unione Europa hanno 449,2 milioni (2024) di abitanti, una invasione è assolutamente improbabile.
Purtroppo, l’UE si è fatta custode dell’ortodossia ideologica neoliberale e globalista, inoltre l’UE è umiliata innanzitutto da sé stessa, dai suoi tecnocrati antidemocratici dai propri madornali errori politici, dalla propria cecità, è preda della più grande isteria. In questo momento con realismo bisogna renderci conto che l’interesse europeo per la difesa della democrazia non è un’escalation bellica contro la Russia, ma cercare di mediare ed evitare invasioni, guerre e conflitti con un ritorno a una politica di cooperazione economica tra Est e Ovest, dove L’Europa abbia un ruolo centrale come ponte diplomatico tra le grandi potenze.
Ora bisogna aiutare il popolo ucraino a non essere depredato fare in modo che ci siano elezioni democratiche e con rappresentanti legittimi si negozi una pace giusta. Ma se ci poniamo la domanda su quali sono le cause profonde che alimentano l’attuale declino delle società occidentali europee, in particolare, e della sempre meno partecipazione democratica dei cittadini? Credo che al primo punto ci sia lo scarso rispetto delle opinioni democratiche dei cittadini.
Un esempio ci basti pensare come la stragrande maggioranza dei cittadini italiani ed europei siano contrari alla guerra e all’aumento inaudito delle spese militari, preferendo in modo assoluto l’aumento delle spese in sanità, istruzione e sociali, ma i governanti europei e italiani fanno l’esatto contrario, tagliano le spese sociali e aumentano sconsideratamente le inutili spese militari.
E a questo punto domandiamoci: può una comunità che si autodefinisce democratica prosperare senza rispettare le opinioni della maggioranza dei suoi cittadini, senza credenze condivise, senza un orizzonte collettivo di convivenza e benessere che dia significato e coerenza al vivere sociale?