Diritti civili sulle macerie sociali? Il trentennio di tradimenti del fronte progressista

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Diritti civili sulle macerie sociali? Il trentennio di tradimenti del fronte progressista

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di Gabriele Busti

 

Non esiste alcuna distinzione tra diritti civili e diritti sociali, esiste l'Articolo 3 della Costituzione che è incompatibile col trattato di Maastricht, e il mondo politico italiano, preso per intero, ha deciso di calare il silenzio rispetto a questo incredibile fatto.

L'unico stitico avanzamento sociale degli ultimi trent'anni è stato sancito dalla legge sulle unioni civili del 2014, grazie a essa le persone hanno ottenuto di poter scegliere da chi farsi assistere all'ospedale e a chi lasciare la reversibilità della pensione a prescindere dal loro orientamento sessuale, e questo è l'unico risultato universalistico - afferente sia alla sfera sociale che a quella civile - raggiunto da un fronte progressista che in vario modo ha partecipato al governo del paese per almeno quindici anni. A beneficiarne sono state circa cinquantamila persone dal 2016 al 2024.

In questi ultimi trent'anni, in compenso, l'industria pubblica è stata svenduta, quella privata è stata accartocciata intorno alla catena del valore tedesco, pressoché tutti i grandi marchi del made in Italy sono stati venduti all'estero, la domanda interna è crollata insieme al tessuto commerciale, ai salari e al loro potere d'acquisto, il Sud e l'Appennino sono stati spolpati, la sanità è stata privatizzata, la scuola è stata aziendalizzata e mandata al macero, le tasse sono decuplicate in modo inversamente proporzionale alla qualità dei servizi, la competizione salariale a ribasso ha prodotto drammatici fenomeni migratori sia in entrata che in uscita, la precarizzazione ha distrutto il tessuto sociale, familiare e territoriale, lo stato ha rinunciato a ogni ruolo economico attivo per farsi arbitro di interessi che bypassano la sua legislazione, il sistema delle protezioni sociali è stato smantellato con l'obiettivo dichiarato della "durezza del vivere", e il risultato di questo incredibile elenco è il suicidio demografico nazionale.

Ogni singolo provvedimento di questa lista è stato avallato dalle sinistre di governo, ma più spesso si è trattato di atti esplicitamente partoriti, promulgati e strenuamente difesi da quel fronte progressista che oggi ha il coraggio di mettersi a frignare appena qualcuno prova a dire qualcosa rispetto ai contenuti e alle modalità della loro comunicazione.

Intorno ai diritti civili è stata allestita una narrazione nauseabonda che ha dominato il dibattito negli ultimi dieci anni e ha costituito l'ossatura propagandistica progressista presso gli elettorati giovanile e femminile.

I diritti civili sono diritti sociali, comunità e civiltà sono la stessa cosa, una comunità in decomposizione demografica, territoriale, sociale e generazionale è una comunità lapalissianamente incivile. Non può esistere civiltà tra le macerie.

Destra e sinistra hanno contribuito a mettere le persone l'una contro l'altra a mezzo di un pacchetto di idee di importazione appositamente destinate a una colonia in via di smantellamento. È di questo, compagn*, che si voleva parlare: delle cazzate in stile Chiara Ferragni che avete messo in testa alla gente mentre svendevate il paese.

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