Fedez e "Fake news russe": il depistaggio è completo

Fedez e "Fake news russe": il depistaggio è completo

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Cinque pagine di apertura del Corriere sul caso Fedez, con Letta, Conti e Fratoianni che eleggono questo sgangherato "influencer" a campione della sinistra, nella speranza di avere pescato un nuovo Grillo.

 

Tutto questo ci fa capire i motivi per cui la parola stessa di sinistra mette ormai la nausea a chiunque abbia un minimo di rispetto per i valori e i principi della tradizione socialcomunista.

 

Molto più all'interno del giornale, a pagina 16 troviamo invece un succinto articolo che annuncia che i G7 (di cui purtroppo anche l'Italia fa parte, ancorché nel ruolo di solerte maggiordomo delle potenze che contano davvero) discutono di varare un meccanismo di "risposta immediata" alle fake news di Russia e Cina.

 

Leggendo si capisce che per fake news si intende la contro propaganda cino-russa alla propaganda occidentale e alle sue fake news sul caso Navalny piuttosto che sul presunto "genocidio" degli Uiguri.

 

Insomma si tratta di inoculare nell'opinione pubblica occidentale le verità funzionali alla nuova guerra fredda screditando a priori quelle del "nemico". Anche il diverso peso dato ai due temi ci fa capire in che misura il caso Fedez sia un clamoroso esercizio di depistaggio dell'attenzione dai problemi reali del mondo e del nostro Paese.

Carlo Formenti

Carlo Formenti

Giornalista, professore e ricercatore in pensione. Autore di "Il socialismo è morto. Viva il socialismo! Dalla disfatta della sinistra al momento populista" (Meltemi, 2019)

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