I dazi di Trump e la risposta della Cina
La guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti torna al centro della scena. Pechino ha annunciato l’introduzione di dazi aggiuntivi del 34% su tutte le importazioni provenienti dagli Stati Uniti, in risposta alle misure tariffarie imposte dal presidente Donald Trump contro diversi paesi, inclusa la Cina. I nuovi dazi entreranno in vigore il 10 aprile 2025. Tuttavia, le merci spedite prima di quella data e arrivate entro il 13 maggio non saranno soggette all’aumento.
Secondo il governo cinese, le misure statunitensi violano le regole del commercio internazionale e rappresentano un atto di intimidazione unilaterale, che danneggia non solo la Cina ma anche l’economia globale e le catene di approvvigionamento. Pechino ha inoltre presentato un ricorso formale all’Organizzazione Mondiale del Commercio e introdotto nuove restrizioni contro 16 aziende statunitensi, vietando loro l’esportazione di prodotti a doppio uso verso la Cina.
Contestualmente, è stata riattivata la “lista delle entità non affidabili”, con sanzioni per 11 imprese statunitensi coinvolte nella vendita di armi a Taiwan. Non è la prima risposta cinese alle politiche di Trump: già a marzo, in seguito a un aumento dei dazi USA, la Cina aveva imposto tariffe su numerosi prodotti agricoli statunitensi e bloccato alcune importazioni. Trump ha giustificato le sue mosse parlando di “liberazione economica” e di un ritorno al “sogno americano”.
Ma Pechino avverte: una vera soluzione può arrivare solo dal dialogo, su basi di equità e rispetto reciproco.
*Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati