Il nuovo Badoglio

"Una generazione ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra patria"

2400
Il nuovo Badoglio

Draghi è il nuovo Badoglio. Due “tecnici” privi di alcuna esperienza politica e in realtà ostili alla politica (il primo un banchiere, il secondo un generale, dunque identica mentalità) messi a settant’anni suonati a capo del governo in un momento d’emergenza da cordate di miliardari e aspiranti tali, di grandi imprese nazionali e internazionali, e di membri della casta, certo non per risolvere davvero i problemi bensì per impedire che vengano risolti con interventi non convenienti alle dette cordate. Leggetevi le biografie dei due personaggi: Badoglio, già corresponsabile di Caporetto, per regalare l’Etiopia e l’impero al fascismo e ai Savoia non esitò a usare armi chimiche proibite (ma non fu mai punito, anzi); Draghi per raggiungere i parametri necessari per l’ingresso dell’Italia nell’euro promosse (da direttore generale del Ministero del tesoro!) la privatizzazione dell’IRI, dell’Enel, dell’Eni, di Telecom e in sostanza la resa dello Stato alle multinazionali.
 
L'obbedienza ai poteri forti paga.
 
I primi quarantacinque giorni di Badoglio primo ministro, fra il 25 luglio (caduta del fascismo) e l’8 settembre (quando fu reso pubblico l’armistizio segretamente firmato cinque giorni prima), furono caratterizzati da una vergognosa latitanza del governo, impegnato a mettersi al sicuro e preoccupato solo di prevenire qualsiasi movimento di popolo e azione della sinistra socialista e comunista. Come scrisse Paolo Spriano, l’inettitudine di Badoglio si espresse nella millanteria nei confronti degli Alleati, a cui prometteva coperture che non era in grado di dare, nelle persistenti trame con i tedeschi, e soprattutto nel sostanziale disprezzo nei confronti del popolo italiano, trattato “come una massa di iloti da ingannare e neutralizzare”.
 
Meno tragica la situazione di oggi (anche se nel 2020 il Covid ha mietuto più vittime di quante ne avesse fatte la guerra nel 1942) ma nei primi quarantacinque giorni di Draghi, a parte il condono agli evasori e la libertà condizionale ai boss mafiosi, c’è stato un identico vuoto di idee, di coraggio, di considerazione per gli italiani, massa di iloti da tenere all’oscuro e manipolare, a evitare il pericolo che qualche vera riforma possa irritare i vincenti e le banche. Con l’approvazione di Mattarella come nel ’43 ci fu quella di Vittorio Emanuele II, e ovviamente dei giornalisti, che almeno allora erano asserviti per paura mentre adesso lo sono per avidità.
 
Benché alla fine la responsabilità, se non la colpa, è come sempre della gente. Piegare la testa o, peggio, farsi piacere quello che sarebbe faticoso o rischioso contrastare, significa renderlo possibile. Per questo vi propongo il paragrafo seguente, scritto dalla clandestinità, alla fine del 1943, da Concetto Marchesi, grande latinista e ex rettore dell’Università di Padova, ai cui studenti si indirizzava ma per raggiungere tutti gli italiani di buona volontà. Era un appello all’azione, alla solidarietà e alla lucidità che mi sembra particolarmente necessario in questi giorni:
 
Una generazione ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra patria; vi ha gettato tra cumuli di rovine; voi dovete tra quelle rovine portare la luce di una fede, l’impeto dell’azione e ricomporre la giovinezza e la patria. Traditi dalla frode, dalla violenza, dalla ignavia, dalla servilità criminosa, dovete rifare la storia dell’Italia e costruire il popolo italiano. Non frugate nelle memorie e nei nascondigli del passato i soli responsabili di episodi delittuosi; dietro i sicari c’è tutta una moltitudine che quei delitti ha voluto o ha coperto con il silenzio o la codarda rassegnazione, c’è tutta la classe dirigente italiana sospinta dalla inettitudine e dalla colpa verso la sua totale rovina.

Francesco Erspamer

Francesco Erspamer

 

Professore di studi italiani e romanzi a Harvard; in precedenza ha insegnato alla II Università di Roma e alla New York University, e come visiting professor alla Arizona State University, alla University of Toronto, a UCLA, a Johns Hopkins e a McGill

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Sui fatti di Torino Sui fatti di Torino

Sui fatti di Torino

Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro di Giuseppe Masala Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro

Xi varca il Rubicon e e sfida il dollaro

E le deportazioni di Obama e Biden? di Francesco Santoianni E le deportazioni di Obama e Biden?

E le deportazioni di Obama e Biden?

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Lettera aperta al Prof. Giovanni Rezza di Alessandro Mariani Lettera aperta al Prof. Giovanni Rezza

Lettera aperta al Prof. Giovanni Rezza

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Che fine ha fatto la democrazia? di Giuseppe Giannini Che fine ha fatto la democrazia?

Che fine ha fatto la democrazia?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti