"Il Venezuela produce e vola”. Intervista a Eliana Salazar
Direttrice della linea aerea Conviasa e coordinatrice del movimento delle Manuelitas
Coromoto Godoy (ministra del Commercio estero), Leticia Gómez (ministra del Turismo), Eliana Salazar (Direttrice di Conviasa), Daniela Cabello, che dirige la Marca País. Quattro donne, quattro dirigenti della rivoluzione bolivariana con alti incarichi di governo, presentano al pubblico – imprenditori, comunità organizzate, giornalisti – i progetti economici più promettenti e innovativi che hanno al centro il turismo, i trasporti, e la Marca País, una politica di Stato che promuove l'immagine del Venezuela all'estero. L'incontro s'intitola “Conectando Oportunidades para el Impulso del Desarrollo Económico de Venezuela”.
Un compito non facile, considerando la gigantesca campagna di discredito promossa dall'opposizione estremista all'estero alfine di distruggere l'economia, falcidiata negli anni dalla continua imposizione di “sanzioni”. I media internazionali alleati degli Usa sostengono, per esempio, che a marzo, le esportazioni delle aziende venezuelane sono diminuite dell'11,5% a marzo.
L'interesse suscitato dall'incontro, che ha festeggiato i vent'anni di esistenza della linea aerea nazionale Conviasa e che è stato inaugurato dal ministro dei Trasporti, Ramón Velásquez Araguayán, ha smentito, però, in concreto, questi dati, viziati da interessi politici avversi. Come mostrano gli indicatori internazionali, e come ha ribadito il governo Maduro, la crescita economica dura da 16 trimestri. A marzo, le esportazioni di petrolio sono aumentate dell'8,78%, e la Banca Centrale del Venezuela stima una ripresa del Prodotto Interno Lordo (PIL) di almeno il 4,5%.
Un risultato che nessuno ha voglia di veder sfumare, anche a fronte dell'ulteriore irrigidimento delle misure protezionistiche imposte dal presidente Usa, Donald Trump sul principale prodotto d'esportazione venezuelano, il petrolio. E, per questo, da anni l'agenda economica bolivariana prevede di differenziare l'offerta, valorizzando la produttività del paese, a vasto spettro.
I numerosi trimestri in positivo si devono alla politica economica del governo Maduro, basata su 18 “motori produttivi” (poi ridotti a 13 a seguito di un processo di semplificazione), di cui il turismo è parte fondamentale.
Durante una pausa dell'incontro, abbiamo conversato con Eliana Salazar, che oltre a dirigere Conviasa e i progetti turistici in collaborazione con l'operatrice addetta, Venetur, è direttrice per gli Affari internazionali del Ministero dei Trasporti e presidenta del Movimento di Mujeres Manuelita Sáenz, che prende il nome dalla “Libertadora del Libertador”, Simon Bolivar.
Come nasce il movimento delle Manuelitas e come interseca i progetti turistici?
L'idea di questo movimento nacque da un episodio di aggressione alla nostra linea aerea Emtrasur. A giugno del 2022, il governo argentino sequestrò arbitrariamente una nostra aeronave e il suo equipaggio di 19 persone, inventando che serviva per operazioni sotto copertura di agenti venezuelani e iraniani in tutta l'America Latina. Dopo un anno e mezzo di battaglia legale, a febbraio scorso, l'aereo venne consegnato agli Stati uniti. Il nostro movimento nacque dalla difesa dell'equipaggio sequestrato, dalla richiesta di aiuto rivolta dalle mamme e dalle mogli, a cui abbiamo cercato di dare risposta. Anche io sono madre e moglie, ci siamo organizzate all'interno di Conviasa, coordinandoci con vari movimenti sociali de La Guaira e di Caracas, e insieme abbiamo iniziato a mobilitarci. E siamo riuscite a ottenere la liberazione dell'equipaggio, cosa di cui siamo molto orgogliose. In seguito, abbiamo deciso di portare avanti l'organizzazione, dedicandola a Manuela Sáenz, una guerriera e non solo la persona che ha rubato il cuore del nostro Simon Bolivar, giacché ha partecipato alle lotte indipendentiste e per noi resta un esempio di donna combattente e coraggiosa.
E come agisce il movimento nel presente?
Da allora abbiamo continuato a unire tutte le donne del settore trasporti – aereo, marittimo e terrestre – in un gran movimento che oggi consta di 3.500 donne, che agisce in collaborazione con la gran misión Venezuela Mujer, con il movimento Josefa Joaquina Sánchez, a sostegno delle politiche del presidente, Nicolás Maduro, e del lavoro del ministero dei Trasporti. Il nostro compito principale è quello di dare visibilità alle lavoratrici dei trasporti – pilote, ingegnere aeronautiche, operatrici del metro e degli autobus -, che erano professioni maschili, anche raccontandone le storie. E, soprattutto, accompagnarle nelle loro esigenze sanitarie, di benessere e crescita economica. Molte di loro sono anche piccole imprenditrici e, attraverso la gran misión Venezuela Mujer, ricevono un finanziamento, e il nostro movimento sostiene e accompagna la loro creatività.
Creatività è stata anche la parola chiave dell'incontro a cui lei ha partecipato, insieme ad altre dirigenti politiche, che hanno parlato della possibilità di esportare all'estero questa creatività popolare. Cosa significa, in concreto, e in che modo tutto questo interessa i progetti del movimento Manuelitas?
Abbiamo pensato queste giornate come un simposio, intitolato “Conectando Oportunidades para el Impulso del Desarrollo Económico de Venezuela”. In questo incontro a quattro, ho potuto contare su tre donne meravigliose come la ministra Leticia, che rappresenta il nostro turismo, l'immagine del Venezuela e delle sue bellezze naturali; con la nostra ministra del Commercio, Coromoto, che ha il grande compito di far conoscere i prodotti non tradizionali che dobbiamo esportare oltre le nostre frontiere; e su Danielita, che proietta l'immagine positiva e ottimistica del venezuelano e della venezuelana, motore della nostra cultura. Insieme a Conviasa, sono invitate a promuovere i nostri prodotti non tradizionali a tutte le 12 destinazioni internazionali che raggiungiamo. Contiamo con la presenza di ministri e autorità del settore trasporti dei paesi dell'Alba, l'Alleanza bolivariana per le Americhe; e presto annunceremo l'apertura di altre destinazioni turistiche. Il Venezuela continuerà ad aumentare le esportazioni e il turismo verso i paesi dei Caraibi, e lo farà sulle ali di Conviasa, mediante i nostri 340 aerei che atterreranno in tutti i paesi del mondo per dare un messaggio di crescita collettiva, basata sulla giustizia sociale e sull'impulso delle donne, che moltiplicano le potenzialità del nostro bel paese e dei suoi abitanti, e sanno superare tutti gli ostacoli.
Il Venezuela punta da anni anche su un turismo di prossimità, basato sulle potenzialità del territorio. Che ruolo ha il movimento delle Manuelitas?
La forza del turismo sta nei trasporti, nel potenziare i servizi pubblici e i servizi offerti a chi viene a visitarci. Come Conviasa stiamo appoggiando la strategia della ministra Leticia Gómez circa un turismo delle radici. Noi abbiamo aperto la porta a molti migranti, che sono cresciuti qui e hanno contribuito ad accrescere la diversità culturale del territorio. Un messaggio opposto a quello che, oggi, intende presentare in modo negativo l'immagine del venezuelano all'estero. Vedete che oggi, grazie alla politica del nostro presidente Maduro, stiamo riportando a casa i nostri connazionali mediante il piano di Ritorno in Patria. Io sempre dico: il buon figlio, ritorna a casa. Ed è qui, in Venezuela, che dobbiamo lavorare e crescere insieme. Per favorire il turismo locale, il turismo di comunità, attualmente contiamo con 32 percorsi nazionali, sempre accompagnati da Venetur, l'operatrice turistica nazionale per realizzare, con la struttura Fam Trip, viaggi di familiarizzazione con il turismo e la cultura delle comunità. Venetur si muove con i lavoratori e con le lavoratrici mediante progetti come Los Caracas, un progetto turistico molto importante che si realizza a La Guaira nel quale non solo le comunità possono vendere i loro prodotti artigianali, la gastronomia, ma possono far conoscere la loro cultura. E quello di rafforzare l'educazione a un turismo responsabile, l'educazione al commercio consapevole è un lavoro collettivo, che stiamo facendo con le comunità nei territori, affinché conoscano e sappiano valorizzare le ricchezze naturali e culturali, e affinché il turista possa apprezzarle. E, come ha detto la ministra Leticia, oltre un milione di turisti ha dimostrato di apprezzare le nostre ricchezze e la meta per quest'anno è di arrivare ai 3 milioni. Un impegno che non è solamente del ministero del Turismo, ma di tutte le linee aeree di Conviasa, è delle comunità, è dello Stato, del settore pubblico e di quello privato. Venezuela, siamo tutti, e con un potenziale incredibile che insieme possiamo moltiplicare. Il presidente ci ha chiesto di identificare le necessità del territorio, e di ascoltare il popolo. Potremmo dire che il popolo di Conviasa sono i passeggeri, e i turisti, dobbiamo quindi adattarci alle nuove esigenze e a quelle del mercato: per esempio potenziando la politica nazionale di attenzione ai bisogni della popolazione anziana che viaggia, a chi ha delle esigenze speciali, a chi viaggia con i bambini e con gli animali, che sempre più sono considerati un membro della famiglia e per loro abbiamo aumentato lo spazio e la cura.
L'amministrazione Trump imporrà forti dazi a chi commercia con il Venezuela e l'opposizione chiede sempre nuove “sanzioni”. Come si sta attrezzando il settore turistico?
Io penso che il turismo sia una delle maniere migliori per respingere questi attacchi: perché l'immagine che vogliono dare di noi è che qui stiamo malissimo, e ci stiamo ammazzando fra noi. Invece, quando un turista straniero viene e trova ad accoglierlo una realtà completamente diversa, diventa il nostro miglior alleato, giacché può diffondere l'immagine reale del Venezuela e invitare altri a venire. Non siamo soli, stiamo lavorando, crescendo e continueremo a farlo. E le politiche del nostro presidente Maduro, che Conviasa sta portando avanti, la resilienza del nostro popolo di fronte a tutte le misure coercitive unilaterali che ci hanno imposto illegalmente, stanno diventando un esempio.
Qual è il bilancio di questo secondo incontro organizzato da Conviasa e quali sono le aspettative?
Come dicevo, stiamo organizzando altri percorsi turistici da aggiungere ai 12 già esistenti. A questo secondo incontro erano presenti 46 espositori, che hanno potuto partecipare a incontri commerciali, e conoscere tutte le opportunità che offre Conviasa a questo riguardo, in un'ottica di guadagno reciproco. L'anno scorso l'incontro si svolgeva in un'unica giornata, ma molti degli espositori ci hanno chiesto di estenderlo a due giorni, proprio per consentire maggiori possibilità di concludere accordi commerciali fra le diverse realtà. E, come ha detto il ministro questa mattina, lo spazio è risultato stretto, e l'anno prossimo, se Dio vuole, cercheremo di andare al Poliedro.