Inverno nero per l'Ucraina: sistema energetico distrutto e polemiche sul governo

Milioni di ucraini si preparano ad affrontare il freddo senza elettricità e riscaldamento, mentre il governo Zelensky è accusato di non aver protetto le infrastrutture

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Le centrali termiche statali ucraine hanno completamente cessato di funzionare dopo i massicci attacchi russi dello scorso weekend. La società statale Tsentrenergo ha confermato l'arresto totale della produzione energetica, definendo l'offensiva come "il colpo di maggior portata contro le centrali termiche" dall'inizio del conflitto. Nel comunicato ufficiale, l'azienda ha sottolineato la gravità della situazione: "Abbiamo perso ciò che restauravamo giorno e notte. Completamente!".

Il ministero della Difesa russo ha rivendicato un attacco multiplo con missili ipersonici Kinzhal contro obiettivi militari e infrastrutturali, precisando che queste operazioni rappresentano una risposta ai "crimini terroristici" di Kiev contro obiettivi civili.

Nel frattempo, dalla capitale ucraina emergono notizie di tensioni politiche sulla gestione della crisi energetica. Fonti interne al settore energetico, tra cui l'ex direttore di Ukrenergo Volodymyr Kudrytskyi - come riporta Politico - sollevano serie questioni sulla preparazione del paese ad affrontare l'inverno. Secondo Kudrytskyi, costretto alle dimissioni lo scorso anno, il governo avrebbe perso tempo prezioso non adottando tempestivamente piani di decentralizzazione della rete energetica.

L'ex manager, intervistato da Politico, ha rivelato che un suo piano triennale per rendere il sistema energetico meno vulnerabile sarebbe stato inizialmente accantonato in favore di progetti alternativi sostenuti dall'Ufficio del Presidente. Solo successivamente il governo avrebbe ripreso in considerazione la decentralizzazione, ma con un ritardo che secondo gli esperti potrebbe rivelarsi cruciale.

La situazione si è ulteriormente complicata con l'iscrizione nel registro degli indagati di Kudrytskyi per appropriazione indebita, riguardante un contratto firmato sette anni fa. L'ex direttore, rilasciato su cauzione, definisce le accuse "prive di fondamento" e le attribuisce a strategie politiche mirate a individuare responsabili per l'emergenza energetica.

La vicenda ha suscitato reazioni nella società civile ucraina. Daria Kaleniuk, direttrice dell'Anti-Corruption Action Center, ha espresso perplessità sulla solidità giuridica dell'accusa, mentre alcuni think tank hanno sollecitato autorità a garantire imparzialità nelle indagini.

Sul fronte militare, gli attacchi alle infrastrutture energetiche continuano senza sosta. Secondo ricostruzioni indipendenti, nelle ultime settimane la Russia ha intensificato le operazioni contro il settore energetico ucraino, utilizzando in alcuni giorni fino a 500 droni e decine di missili in attacchi coordinati.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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