Le mutande di Navalny e quelle dei poveri media italiani

3806
Le mutande di Navalny e quelle dei poveri media italiani

Finalmente qualche risata in questo mesto Natale-Covid! Ce le regala Openonline, tempio del Fact Checking, con l’articolo “Caso Navalny, il veleno forse nelle mutande. Secondo uno 007 russo sarebbe stato messo nelle cuciture”. Mutande avvelenate che si direbbero essere un feticcio per i servizi segreti russi.

Infatti, già per Novichok spruzzato, al controllo bagagli dell’aeroporto di Mosca, sulle sue mutande, Julia Skripal si sarebbe accasciata, il giorno dopo, insieme al padre (l’ex spia Sergei Skripal) su una panchina di Salisbury. In un circostanziato articolo ci domandavamo stupiti perché mai i due si fossero accasciati su quella panchina contemporaneamente. Domanda certamente intrigante ma che sbiadiva di fronte alla principale inerente il “caso Novichok”: perché questo “gas nervino, inventato dai russi, cento volte più letale del Sarin” non ha ammazzato Julia e Sergei Skripal? Domanda che si ripropone oggi davanti al “dissidente russo” Alexei Navalny, pure lui avvelenato dai russi con Novichok, pure lui miracolosamente sopravvissuto.

Malauguratamente, non chiarisce questo mistero nemmeno il suddetto articolo di Openonline, che prende come oro colato l’”inchiesta” di un “esperto” talmente screditato da meritare un intero capitolo del mio libro* “Fake news: guida per smascherarle”: Eliot Higgins, titolare del bufalaro sito Bellingcat. “Inchiesta” basata sull’audio di una presunta telefonata (che ovviamente sta spopolando sui social alla faccia della loro “lotta alle fake news”) nella quale Navalny, spacciandosi per tale Maxim Ustinov - a detta di Repubblica, un “inesistente assistente del segretario per la Sicurezza nazionale russa” riesce a farsi raccontare… ma forse è meglio lasciare  la parola a Openline:

Negli ultimi giorni (Alexei Navalny) sarebbe riuscito a contattare un agente dell’Fsb, il Servizio Federale per la Sicurezza della Russia. Il suo nome sarebbe Konstantin Kudryavtsev. Con lui Navalny si è finto un alto funzionario interessato a capire cosa era successo in quei giorni di fine agosto che avevano portato al suo avvelenamento. Kudryavtsev non solo avrebbe rivelato che i servizi segreti avevano effettivamente provato a ucciderlo, ma avrebbe anche chiarito che se Navalny non fosse stato curato subito il risultato sarebbe stato diverso. Navalny non si è accontentato di ricevere una conferma ai suoi sospetti: ha voluto fare di più (…) durante la telefonata ha chiesto anche dove si potrebbe trovare una quantità più alta di veleno sui vestiti da lui indossati quella mattina di agosto. La risposta sarebbe stata «nelle mutande», nello specifico lungo le cuciture della zona inguinale.”

Ma davvero è così facile, in Russia, carpire i segreti di Stato? Basta chiamare, con il nome di uno mai sentito prima, ad un qualsiasi funzionario dei servizi segreti per sapere addirittura in quale parte delle mutande hanno spruzzato il Novichock? Se è così facile nella putiniana Russia, viene quasi la voglia di chiamare (con un nome falso, per carità) il centralino dell’AISI (sta a Roma, Piazza Dante 25) e chiedere di qualcuno con cui fare quattro chiacchiere, che so’, sull’abbattimento del DC-9 sui cieli di Ustica.

 

* perdonate la pubblicità!

 

 

Francesco Santoianni

Francesco Santoianni

Cacciatore di bufale di e per la guerra. Autore di "Fake News. Guida per smascherarle"

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

Il dito e la luna del riarmo europeo di Marco Bonsanto Il dito e la luna del riarmo europeo

Il dito e la luna del riarmo europeo

Loretta Napoleoni -  Quel vento di scisma tra i cattolici Usa di Loretta Napoleoni Loretta Napoleoni -  Quel vento di scisma tra i cattolici Usa

Loretta Napoleoni - Quel vento di scisma tra i cattolici Usa

Basta che se ne parli di Francesco Erspamer  Basta che se ne parli

Basta che se ne parli

Calenda e l'odio per il popolo di Paolo Desogus Calenda e l'odio per il popolo

Calenda e l'odio per il popolo

Trump, la UE e il grande affare sulla pelle dei migranti di Geraldina Colotti Trump, la UE e il grande affare sulla pelle dei migranti

Trump, la UE e il grande affare sulla pelle dei migranti

Israele, la nuova frontiera del terrorismo di Clara Statello Israele, la nuova frontiera del terrorismo

Israele, la nuova frontiera del terrorismo

La retorica "no border" e Salvini: due facce dello stesso imperialismo di Leonardo Sinigaglia La retorica "no border" e Salvini: due facce dello stesso imperialismo

La retorica "no border" e Salvini: due facce dello stesso imperialismo

La "libertà" di espressione ai tempi della Picierno di Marinella Mondaini La "libertà" di espressione ai tempi della Picierno

La "libertà" di espressione ai tempi della Picierno

La minaccia di Israele di Giuseppe Giannini La minaccia di Israele

La minaccia di Israele

Il lato oscuro del Sionismo. Come si è suicidata Byoblu di Michelangelo Severgnini Il lato oscuro del Sionismo. Come si è suicidata Byoblu

Il lato oscuro del Sionismo. Come si è suicidata Byoblu

La California verso la secessione dagli Stati Uniti? di Paolo Arigotti La California verso la secessione dagli Stati Uniti?

La California verso la secessione dagli Stati Uniti?

Un sistema da salari da fame che va rovesciato di Giorgio Cremaschi Un sistema da salari da fame che va rovesciato

Un sistema da salari da fame che va rovesciato

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti