Nuraghes: il Romanticismo Magico racconta il cuore di tenebra della Sardegna

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Nuraghes: il Romanticismo Magico racconta il cuore di tenebra della Sardegna

“Saremmo capaci di uccidere un dio
se solo si mettesse sulla nostra strada”

 

 

Per puro caso mi sono imbattuto in un cortometraggio girato in Ogliastra da un giovane regista sardo, Mauro Aragoni. Il titolo, Nuraghes s'arena, quantomai evocativo, pressappoco è traducibile in italiano come “l'Alena dei nuraghes” e racconta la storia di un giovane nuragico che accompagnato da un vecchio saggio intraprende la strada che lo conduce a una arena dove si svolgono del giochi sacri dove si hanno due sole alternative: vincere o morire.

A spingere il giovane nel suo viaggio – che è anche un viaggio nel profondo della sua anima popolata di streghe – è il desiderio di vendicare la morte della figlia. “E' per tua figlia che partecipi al torneo. Non è così? Per vendetta...” lo ammonisce il vecchio saggio che l'accompagna ricordandogli che questo non piacerà agli Dei. Ma anche gli dei devono temere la sete di vendetta. 

 

I giochi sacri si svolgono in un panorama meraviglioso e cupo allo stesso tempo: il registra sembra quasi farci capire che la bellezza della natura assume le forme dell'animo degli uomini che la popolano, forse perchè il suolo è bagnato dal sangue della vendetta che la nutre da millenni. Crude immagini che inevitabilmente ci rimandano al romanticismo e all'archetipo del blut und boden che permea così profondamente lo spirito della terra in cui l'opera è stata realizzata. 

Un film di rara bellezza e rara sensibilità, girato a bassissimo costo e liberamente visibile anche su YouTube. 

 

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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