Paolo Maddalena: "Lo spettacolo triste dell'accaparramento delle poltrone nella situazione drammatica attuale"

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Il contrasto di interessi tra i vari Paesi per motivi economici è una costante della storia. Con una importante differenza: se domina la pace i conflitti si risolvono con trattative di carattere giuridico; se domina la guerra le trattative si risolvono con la violenza abbandonando il diritto.

A ciò è da aggiungere la probabilità del verificarsi del cosiddetto effetto domino, per cui tutti i Paesi finiscono, a tutela dei loro interessi, per riarmarsi e agire con la forza. 

Una situazione terribile, resa ancor più grave, ai nostri giorni, dall’esistenza delle armi nucleari distruttive dell’intera vita del Pianeta. Emerge, ad esempio, in questa fosca situazione, la complicazione delle difficoltà anche nei rapporti tra Israele, Usa, Russia e Iran, il quale ultimo è in conflitto con Israele e sta inviando droni alla Russia, la quale è alleata di Israele nel conflitto in Siria.

Intanto in Europa rispunta inesorabile l’egoismo dei vari Paesi, che si sono da tempo convertiti al neoliberismo, il quale, ponendo come fine il profitto individuale, è un temibile nemico per la solidarietà che dovrebbe invece animare l’Unione europea, la quale resta divisa su vari fronti.

Molto timida è la proposta della Commissione europea, di cui ha parlato Ursula Von der Leyen, secondo la quale, proprio in ossequio ai dettami neoliberisti,  le azioni di carattere comunitario e solidaristico devono essere limitate al 15% degli acquisti comuni del gas, mentre si dovrebbe porre un tetto alle valutazioni della borsa di Amsterdam al prezzo del gas , per cercare di limitare la speculazione, ma soltanto in casi estremi e per soli tre mesi .

Come si nota l’Europa ritiene lecita la speculazione e ripropone ai Paesi deboli, come l’Italia, l’urgente necessità di rivedere la propria posizione in ambito europeo. Infatti non si può negare che, nella situazione appena delineata, ci sono Paesi che ottengono profitti, ai quali non intendono assolutamente rinunciare, come l’Olanda e la Germania, mentre altri Paesi, come l’Italia, non hanno nessuna protezione dei propri interessi, con la conseguenza che il loro patrimonio industriale, commerciale e agricolo, diventa oggetto di probabile acquisto a basso prezzo da parte degli altri Paesi europei.

Il che fa sorgere il problema, al quale certamente si oppongono i ben noti amici delle multinazionali e delle banche, di stabilire che l’Italia si comporti in modo autonomo per l’approvvigionamento e la distribuzione della energia elettrica e del gas, come ha già fatto la Spagna, risolvendo così i propri problemi.

È inoltre da notare che l’Europa sta attraversando un periodo nel quale l’Euro gioca solo a favore dei Paesi economicamente più forti, come Olanda e Germania, a tutto discapito dei Paesi economicamente meno forti, per i quali potrebbe diventare necessario divenire Stati membri in deroga, come ad esempio è stata l’Inghilterra prima della sua uscita dall’Europa.

Si deve per altro ricordare che l’Italia ha un solo punto di forza: la sua Costituzione repubblicana, democratica e antifascista, i cui principi fondamentali, secondo la giurisprudenza costituzionale dei contro-limiti, prevalgono sui Trattati.

Purtroppo tutto questo non è nella mente dei nostri governanti che stanno offrendo, all’opinione pubblica, un’immagine indecente e per certi aspetti inaccettabile. È stato chiaro che Berlusconi, che non si sa se ha perduto la testa o fa finta di averla persa, con i pochi voti della sua Forza Italia, pretende, oltre i tre ministeri che sembrerebbe avergli già proposto la Meloni, altri tre e segnatamente il ministero della giustizia, dove dovrebbe andare un suo fedelissimo capace di mutare la legge Severino, in base alla quale egli potrebbe essere nuovamente costretto a lasciare lo scranno di senatore.

Insomma appare chiaro che i gravissimi problemi sopra accennati non hanno nessun rilievo nelle trattative per la formazione del governo e che tra i vari eletti c’è soltanto una corsa all’accaparramento di poltrone. Ciò potrebbe portare a nuove elezioni o alla formazione di un governo tecnico. 

Sentiremo domani cosa deciderà il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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