Servizi segreti Usa:  irrompono nelle elezioni italiane e votano PD

Servizi segreti Usa:   irrompono nelle elezioni italiane e votano PD

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di Fosco Giannini, direttore di "Cumpanis"

 

A pochi giorni dalle elezioni politiche nazionali in Italia (25 settembre), di nuovo entrano violentemente in campo, col plateale obiettivo di condizionare fortemente, persino di determinare, l'esito elettorale, i servizi segreti americani.

Il rovesciamento dei ruoli e del senso politico delle cose è da teatro dell'assurdo, un Rhinocéros di Ionesco. L'accusa non dimostrata, rivolta dai servizi segreti Usa alla Russia, è quella di finanziare alcune forze politiche nel mondo al fine di dirigere e decidere i vari passaggi elettorali. L'assurdo è che i servizi segreti americani lancino queste loro accuse durante le fasi elettorali in corso, come le attuali in Italia, divenendo così essi stessi, la Cia, la Space Delta 7 e tutta l'intelligence statunitense, i veri soggetti cinicamente manipolatori degli esiti elettorali.

I servizi segreti Usa utilizzano a piene mani l'“arte” della furbizia, ma non devono aver letto Machiavelli, che sosteneva che il Principe dev'essere sì furbo, ma non troppo se no diviene un imbecille.

A che cosa siamo di fronte, in Italia, in questi giorni? Alla “rivelazione”, da parte dei servizi segreti Usa, che la Russia avrebbe devoluto, dal 2014, 300 milioni di dollari a partiti di diversi Paesi del mondo. Naturalmente, affinché questi partiti facessero gli interessi di Mosca nel loro Paese e, magari, vincessero le elezioni.

Colpisce immediatamente la data d'inizio dei supposti "aiuti russi": il 2014, secondo la CIA, e cioè lo stesso anno del golpe nazifascista di Kiev, lo stesso anno della controrivoluzione Usa-Nato con la quale si fa violentemente fuori il legittimo presidente ucraino, non certo filo americano, Viktor Janukovic e inizia la nuova era del risorto movimento Bandera,  che viaggia sui carri armati del Battaglione Azov. Come dire, costruendo una narrazione allucinata ma che può stare in piedi in Occidente:  vedete, noi americani li abbiamo sconfitti in Ucraina e loro, i russi, come risposta elargiscono rubli per spingere le forze occidentali a schierarsi contro di noi.

Se noi, con una equazione non certo geniale, non certo alla Sherlock Holmes, giungessimo a pensare alla stranezza di queste “rivelazioni” americane disseminate, con una grancassa planetaria, proprio durante il climax delle elezioni italiane, in molti, molte anime belle e candidissime potrebbero (lo fanno) darci dei complottisti.

Come rispondere a queste anime belle?

In questo modo: secondo voi cosa ci stanno a fare, nella vita e nella storia, i servizi segreti? E più precisamente: perché i servizi segreti americani sono i più grandi, estesi, costosi del mondo?

Perché, forse è bene saperlo: negli Usa esistono – dalla più antica, l’Office of Naval Intelligence, alla Cia; dalla Space Delta 7 alla United States Space Force costituita solo nel 2020 – ben 17 diverse articolazioni dei servizi segreti. Il numero di uomini e donne impiegati in questi 17, diversi, “soggetti” dei servizi segreti risulta essere (fonte: Washington Post del 2010) 854 mila, per una spesa complessiva, da parte dello Stato americano, di 85,8 miliardi di dollari (ultimo dato conosciuto, 2020).

Per le “anime belle” italiane, inclini a definire complottista ogni tentativo di comprendere, decodificare politicamente le azioni dei servizi segreti Usa, questo immenso apparato di “intelligence” starebbe lì per bellezza, con le mani in mano, con la funzione di un'inerte e polverosa tappezzeria.

Bene, non è così: la realtà, dalle provocazioni del Golfo del Tonchino servite agli Usa, nel 1964, per lanciare la guerra contro il Vietnam, alla falsa fiala all'antrace agitata da Colin Powell all'ONU per la guerra contro l'Iraq, ci dice che l'intera storia dei servizi segreti Usa è una sfacciata storia di menzogne di grandi, incredibili dimensioni, diretta ad orientare gli eventi storici e determinare/subordinare la vita dei popoli.

E se i servizi segreti americani hanno sempre agito al fine di determinare guerre, “golpe”, cambiamenti politici radicali, figuriamoci se essi possano risparmiarsi o avere ritrosie nell'orientare le elezioni politiche, nell'entrare a gamba tesa in un agone politico elettorale come quello ora in corso in Italia.

Di cosa stiamo parlando?

Di questo: alcuni mesi fa i servizi segreti Usa “fanno girare” un dossier secondo il quale la Russia avrebbe elargito, dal 2014, 300 milioni di dollari a partiti, nel mondo, vicini alle posizioni di Mosca, o utili a Mosca. Questa “rivelazione”, divulgata già da alcuni mesi dalla CIA, in Italia – guarda caso! –solo ora viene fatta circolare, immessa come un veleno nella campagna elettorale italiana.

Per un dossier dei servizi segreti Usa che circolava, più o meno, dal maggio 2022, in Italia si apre, ora, un finimondo. Ora! E nonostante il “dossier” americano non citi affatto l'Italia come Paese destinatario dei supposti fondi russi né, conseguentemente, possa citare o evocare possibili forze politiche destinatarie di quei fondi, l'intero apparato mass-mediatico italiano asservito all'egemonia politica e culturale americana, liberale e liberista, “individua” subito nella Lega di Salvini, nel M5S di Conte e persino nei Fratelli d'Italia i “naturali” amici di Mosca che Putin avrebbe ricoperto d'oro.

Peraltro, a ratificare il fatto che nel dossier americano sia l'Italia che i suoi partiti non vengono indicati come destinatari dei “fondi russi” vi sono le stesse dichiarazioni del Presidente del Copasir, Adoldo Urso, che afferma: “Al momento l'Italia non risulta tra i Paesi coinvolti”. Anche se poi, per non correre il rischio di uscire dallo schieramento filo americano e antirusso, lo stesso Urso prosegue, aumentando così l'ambiguità totale della vicenda: “Ma le cose possono sempre cambiare nei prossimi giorni”. Anche se non si sa come possano cambiare, visto che il dossier americano è del maggio 2022 e da allora esso non ha avuto “code”, cioè non ha più fornito notizie aggiuntive che, certo, possono sempre venire, magari due soli giorni prima del voto. 

Se, sinora, i mass-media italiani hanno individuato nella Lega, nel M5S e, incredibilmente, anche nei FDI i possibili destinatari dei rubli, chi esce, sinora, benissimo dal can can mediatico è soprattutto il PD di Letta che alza la voce, accusa la Lega, “giudica grave che essa non disdica gli accordi con Russia Unita” chiedendo, infine, “chiarimenti prima del voto”.

Certo, prima del voto, in modo che un PD già chiaramente sconfitto alle elezioni possa provare disperatamente a risalire la china attraverso il dossier americano.

Quasi curiosa, paradossale è la situazione del Partito della Meloni, che in questi anni non ha fatto altro che “smacchiarsi” politicamente, andare in pellegrinaggio a Washington, abiurare totalmente alla propria precedente, critica dell'Ue, assumere sempre più, mano a mano che si sta avvicinando il 25 settembre, la politica economica “draghiana” ed ora è stato accusato, su “la Repubblica”, da Kurt Volker, ex ambasciatore Usa della Nato, “di aver preso soldi da Mosca”.

La risposta di Crosetto, fondatore dei FDI, a “la Repubblica” (“Com'è possibile credere che Mosca possa inviare rubli al nostro Partito, visto che siamo i più convinti sostenitori dell'invio di armi all'Ucraina?”) è una risposta che, pur svelando la totale natura politica governista e filo americana dei FDI, purtuttavia non basta a fermare “il venticello” ispirato dagli americani.

La provocazione dei servizi segreti Usa ha messo in luce il teatrino politico italiano: il PD è il partito preferito da Washington, dalla Nato e dall'Ue, esso è considerato il vero architrave dell'atlantismo e dell'imperialismo americano in Italia, il garante più conseguente della Nato e delle sue guerre,  è il partito che per Biden deve vincere le elezioni poiché, nonostante tutta un'altra serie di “tradimenti” verso se stessi, la Lega e il M5S sono ancora contrari all'invio delle armi in Ucraina e FDI ha ancora su di sé una vaga aurea nazionalista che disturba Washington. Non è il retaggio fascista di FDI, certamente, a far storcere il naso a Biden, ma è il fatto che ancora, in FDI, persistano aree, nascoste quanto vuoi ma non del tutto estinte, non del tutto convinte della liceità del “comando americano” in Italia, non ancora del tutto certe del fatto che l'Italia debba spegnersi nell'Ue.

La storia, anche quand'essa è ancora solo cronaca, sta lì a dirci sempre qual è la verità: chi non ricorda il luglio del 2019, quando il Salvini del Papete è all'apice del proprio successo politico e va già assaporando la sua “presa del governo”, chi non ricorda che egli viene chiamato a Washington, si crede, si pensa, per una sua “santificazione”, per ricevere la benedizione americana quale nuovo capo del governo, e invece dall'incontro con gli “amerikani” viene distrutto politicamente, poiché troppo amico di Putin per guidare l'Italia?

Chi non ricorda che proprio nei giorni della sua visita negli Usa il sito americano “BuzzFeed” pubblica la registrazione di un meeting all'Hotel Metropol di Mosca – di cui aveva già scritto l'Espresso nel febbraio precedente – tra uomini vicini all'allora Ministro dell'Interno ed esponenti del Cremlino? L'incontro al “BuzzFeed” viene divulgato sul piano internazionale e Salvini è bruciato. Gli Usa lo allontanano dal governo italiano e colpiscono la Lega. E ora, con il nuovo dossier americano, la storia si ripete.

È il PD che deve vincere, per Biden; è questo partito che dà sicurezza, che garantisce l'espandersi della Nato in Italia, le guerre degli americani, le armi a Zelensky e ai nazifascisti, che garantisce le stesse politiche dell'Ue subordinate a Washington, che garantisce, certo come altri, ma anche più di altri, la costruzione di un esercito europeo subordinato alla Nato.

È il PD che deve vincere: per questo si mischiano le carte, si tenta sino all'ultimo, sino ai tempi supplementari, di avvelenare la campagna elettorale italiana.

È Letta che deve vincere, per gli Usa, anche con la carognesca “sinistra” a lui alleata, quel Fratoianni e quel Bonelli che si faranno, magari, ponti con De Magistris.

Se proprio Letta non potrà vincere, pensano gli americani agitando la CIA, almeno dovrà rafforzarsi così tanto da imporre un governo di larghe intese con se stesso all'interno e di nuovo Draghi, l'uomo “amerikano”, al comando. Non è, peraltro, ciò che dice Calenda che sembra sempre essere appena uscito dall'Ambasciata americana a Roma?

Che Circo Barnum, quello che vediamo agitarsi nel nostro Paese: attraverso l'accusa di interferenza della Russia nella campagna elettorale italiana sta passando una gigantesca e trucida interferenza imperialista negli affari italiani. Un'interferenza che diviene tanto più impossibile da nascondere quanto più è grande il tentativo di riconsegnare, da parte degli Usa, la vittoria, o comunque una risalita, ad un PD disperato e perdente. L'importante, per Biden, è fermare la Lega e il M5S.

Come non dare ascolto, come non ritenere razionali le parole dell'Ambasciata russa in Italia, che in queste ore ha affermato: “Washington sta ancora una volta tentando di accusare la Russia di ingerenze negli affari interni dei Paesi occidentali, in particolare nel processo elettorale. L'assenza di prove di quanto detto è enorme e plateale. E che cosa sarebbe questo, se non uno sfrontato tentativo di manipolare l'opinione pubblica alla viglia delle elezioni?”.

Nell'isteria russofoba e filo imperialista qualcuno, anche sul fronte borghese, può sempre mantenere un minimo di lucidità. Ha dichiarato, infatti, Mario Monti, l'unico soldato che sembra non aver bevuto nell'accampamento occidentale: “Inviterei gli americani a trasmetterci le informazioni che possano avere conseguenze, perché se non si tratta di una fuga di notizie ma di partecipazione intenzionale dell'Amministrazione Usa, allora anche un'uscita di questo genere potrà essere ritenuta un'interferenza nella nostra campagna elettorale”.

Lo diciamo per anticipare le critiche degli sciocchi, che abbondano e militano nello stesso partito dei torbidi, delle anime nere: noi comunisti non ci schieriamo certo con la Lega, non votiamo il M5S e siamo nemici dei FDI. Diciamo solo, e non è poco, che il PD è oggi più che mai il partito politico degli Usa, della Nato e delle politiche iperliberiste dell'Ue in Italia. E per appoggiare questo partito i servizi segreti Usa sono, pericolosamente, nel loro solito modo “golpista”, al lavoro.

Per il resto, in questo squallido deserto irto di secche piante velenose che è la politica italiana, sentiamo sempre più la mancanza e l'esigenza di un vero, forte, popolare, rivoluzionario partito comunista. Sentiamo sempre più l'esigenza di una controcultura proletaria di massa.

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