Si riparte! Israele annuncia nuovi vaccini per tutti entro 6 mesi

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Si riparte! Israele annuncia nuovi vaccini per tutti entro 6 mesi

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L'incubo orwelliano avanza: Israele annunzia nuova tornata di vaccinazioni entro sei mesi.

Ogni sei mesi una nuova vaccinazione all'inseguimento dell'ennesima variante con le libertà soppressa e l'attività economica ridotta al minimo e le persone chiuse in casa come polli in batteria.

Lasciamo perdere poi l'ideona di vaccinare anche i bambini. Ovvero soggetti che non possono valutare autonomamente e che non rischiano assolutamente nulla se non di subire più degli altri i rischi a lungo termine del vaccino che fino ad ora sono sconosciuti. Sapete, se si vaccina un novantenne molto probabile che per motivi biologici gli affetti a lungo termine non li veda, mentre un novenne se qualcosa va storto se li trascina per il resto della vita. E' giusto? Io dico no, non è corretto. Riflettete un attimo su ciò che sta succedendo.

 

Da Milano Finanza

 

Israele sembrava aver sconfitto il Covid-19, eppure, anche per il Paese meglio posizionato a livello di vaccinazioni e riaperture, la pandemia potrebbe non essere terminata. Il primo ministro del Paese, Benjamin Netanyahu, ha infatti annunciato una nuova campagna vaccinale entro sei mesi e ha detto che è prevista l'immunizzazione anche dei bambini, da avviare entro la fine dell'anno.

Per realizzarla sono stati raggiunti nuovi accordi con i produttori. In particolare, ha affermato Netanyahu, "sono d'accordo con Pfizer e Moderna per 16 milioni di dosi di vaccino in più per i cittadini". Non ha tuttavia precisato quando arriveranno queste nuove fiale. L'idea, per il capo dell'esecutivo, è che entro poco tempo vengano approvati anche i sieri pediatrici, rendendo quindi la campagna nazionale veramente aperta a tutti gli abitanti del Paese mediorientale.

 

Un'alternativa a questa gestione c'è secondo il Prof. Giulio Tarro

 

Giuseppe Masala

Giuseppe Masala

Giuseppe  Masala, nasce in Sardegna nel 25 Avanti Google, si laurea in economia e  si specializza in "finanza etica". Coltiva due passioni, il linguaggio  Python e la  Letteratura.  Ha pubblicato il romanzo (che nelle sue ambizioni dovrebbe  essere il primo di una trilogia), "Una semplice formalità" vincitore  della terza edizione del premio letterario "Città di Dolianova" e  pubblicato anche in Francia con il titolo "Une simple formalité" e un  racconto "Therachia, breve storia di una parola infame" pubblicato in  una raccolta da Historica Edizioni. Si dichiara cybermarxista ma come  Leonardo Sciascia crede che "Non c’è fuga, da Dio; non è possibile.  L’esodo da Dio è una marcia verso Dio”.

 

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