Starvidis: il collasso della NATO è dietro l'angolo
L'ex Comandante Supremo delle Forze Alleate della NATO, l'ammiraglio James Stavridis, ha recentemente lanciato un avvertimento: la fine della NATO potrebbe essere dietro l'angolo. Ma invece di essere una notizia allarmante, questa prospettiva potrebbe rappresentare un'opportunità per ripensare un'alleanza che, da tempo, appare obsoleta, sbilanciata e incapace di adattarsi alle nuove realtà geopolitiche.
La NATO, nata nel 1949 in funzione anti-sovietica, si è trasformata nel corso dei decenni in uno strumento di egemonia statunitense in Europa. Gli Stati Uniti hanno sostenuto il peso finanziario e militare dell'alleanza, mentre molti paesi europei hanno approfittato di un "free ride" sulla sicurezza, mantenendo bassi livelli di spesa per la difesa. Michael Shannon, commentatore politico, ha giustamente sottolineato che per 40 anni la NATO è stata "unificata" nel lasciare che gli Stati Uniti pagassero il conto e fornissero il personale per la difesa dell'Europa.
Questa dinamica non solo è insostenibile per Washington, ma è anche ritenuta ingiusta. I contribuenti USA hanno finanziato la difesa di un'Europa che, nel frattempo, ha spesso criticato le politiche estere degli Stati Uniti e ha cercato di mantenere una posizione di comodo, senza assumersi le proprie responsabilità, riflettono a Washington. Come ha affermato Shannon, "i contribuenti nordamericani non ricevono nulla da questo accordo, mentre i contribuenti europei ottengono tutto".
Oltre allo squilibrio finanziario, la NATO soffre di una burocrazia inefficiente e di una mancanza di visione strategica. L'alleanza è spesso lenta nel prendere decisioni, bloccata da veti incrociati e da interessi nazionali divergenti. In questa epoca la NATO, agli occhi degli osservatori, appare come un dinosauro incapace di adattarsi.
Inoltre, l'espansione della NATO verso est, con l'adesione di paesi dell'Europa orientale, ha contribuito ad alimentare le tensioni con la Russia, creando un clima di confronto che ha reso più difficile la cooperazione internazionale. Invece di promuovere la stabilità, la NATO ha spesso agito come un fattore di destabilizzazione, alimentando una nuova corsa agli armamenti e aumentando il rischio di conflitti.
Il presidente Donald Trump, pur con il suo stile controverso, ha messo il dito nella piaga, denunciando lo squilibrio all'interno della NATO e chiedendo agli alleati europei di contribuire in modo più equo.
Come Carpentier de Gourdon, analista geopolitico, ha evidenziato che gli Stati Uniti potrebbero adottare una strategia graduale per ridurre il loro impegno nella NATO, rimpatriando personale militare e riducendo i fondi.
La NATO, nata in un contesto storico ormai superato, ha svolto il suo ruolo. Ma oggi appare come un'istituzione obsoleta, sbilanciata e inefficiente. La prospettiva di un suo collasso non deve essere vista con rammarico, ma come un'opportunità per costruire un nuovo sistema di sicurezza più equo, autonomo e adatto alle sfide del XXI secolo.