Tutto cambia perché...

8035
Tutto cambia perché...

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Giulio Di Donato - La Fionda

Più che le tante rassicurazioni verso l’establishment di Giorgia Meloni, più che il quadro della nuova compagine ministeriale, sono i modi placidi e compiaciuti di Sergio Mattarella e quelli confidenti e premurosi di Mario Draghi il segno più evidente di un passaggio di consegne tra un Governo e un altro, che avviene nel solco della perfetta continuità, se consideriamo almeno i nodi politici fondamentali (poi forse qualcosa cambierà in meglio su pensioni e micro-imprenditoria, in peggio su giustizia e reddito di cittadinanza). Tra non molto anche la maggioranza degli organi di stampa mainstream si adeguerà ai nuovi equilibri, utilizzando parole sempre più concilianti verso le nuove vestali degli assetti di potere consolidati.

D’altra parte, come sappiamo bene, questo è il tempo delle necessità: la sovranità appartiene al pilota automatico (alias vincolo esterno euro-atlantista di matrice tecno-liberale), che la esercita ricorrendo ad ampie dosi di emergenzialismo e di distrazioni indotte da avanspettacolo. Solo sui cosiddetti diritti civili e sul tema immigrazione può esserci dialettica, sebbene strumentalmente ristretta a una contesa propagandistica tra un punto di vista restrittivo/conservatore e uno liberal progressista (anche su questo terreno rimane ai margini una posizione terza, critica tanto verso i primi, quanto verso gli eccessi e le ipocrisie dei secondi).

L’unica nota positiva, in uno scenario ben poco confortante, è la prospettiva di un ricambio benefico ai piani alti del potere, nel segno di una salutare “depiddinizzazione”.

Resta da capire come evolverà lo scacchiere internazionale, tra scenari di guerra, rischi di crisi economica/energetica ed elezioni di midterm in Usa: saranno queste le variabili che nel breve e medio periodo più condizioneranno le mosse del governo Meloni. Nel frattempo il teatrino triste della politica italiana seguirà il copione paludoso di sempre, fatta salva la parentesi “populista” pre e post 2018. Cambieranno solo i modi con cui giurare eterna fedeltà al vincolo esterno auto-imposto, nell’interesse occasionale e residuale del Paese: da una fedeltà fanatica e religiosa si passerà nei fatti ad una più pragmatica e opportunistica. 

La speranza nell’affermazione di una classe dirigente popolare sintonizzata con “la missione e l’età del proprio tempo”, finalmente capace di ragionare in termini di interesse nazionale, declinato progressivamente e orientato al multipolarismo, all’insegna del senso più autentico dell’autonomia della politica, rimarrà un qualcosa destinato a rimanere tristemente irrealizzato.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico di Fabrizio Verde Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Il caso Pirlo smaschera l'ipocrisia del pensiero unico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico   Una finestra aperta Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Luohu (Shenzhen), la finestra aperta sull’Asia-Pacifico

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

La guerra mondiale non è più "a pezzi" di Paolo Desogus La guerra mondiale non è più "a pezzi"

La guerra mondiale non è più "a pezzi"

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Tutti pazzi per Roggero di Alessandro Mariani Tutti pazzi per Roggero

Tutti pazzi per Roggero

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista? di Giuseppe Giannini Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Se Pirlo avesse lavorato per un marchio sionista?

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma di Antonio Di Siena Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Quello che non vi hanno detto sul matrimonio di Donnarumma

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti