Washington revoca le concessioni petrolifere a Chevron: tensione tra USA e Venezuela
La decisione del presidente Donald Trump di revocare le concessioni petrolifere concesse nel 2022 alla compagnia statunitense Chevron ha suscitato forti reazioni da parte del governo venezuelano. La vicepresidente Delcy Rodríguez ha definito la misura "lesiva e inspiegabile", sostenendo che danneggerà non solo il popolo venezuelano, ma anche gli stessi Stati Uniti e la loro sicurezza giuridica negli investimenti internazionali.
Le concessioni revocate avevano permesso a Chevron di contribuire alla ripresa della produzione petrolifera venezuelana, che a febbraio ha superato il milione di barili al giorno per la prima volta dal 2019. Tuttavia, secondo Trump, la decisione è stata presa in risposta alla mancata attuazione di accordi sulle condizioni elettorali e sul rimpatrio di migranti considerati "criminali violenti".
La mossa è stata accolta con dure critiche da Caracas, che accusa Washington di cedere alle pressioni dell'opposizione venezuelana e di mettere a rischio la stabilità economica del paese. "Il Venezuela continuerà il suo cammino di recupero economico con sforzo e sovranità", ha dichiarato Rodríguez, citando il rivoluzionario sudamericano José Gervasio Artigas: "Non aspettiamoci nulla se non da noi stessi".
Con l'uscita di scena di Chevron, il settore petrolifero venezuelano si trova ora di fronte a nuove sfide, mentre le sanzioni USA raggiungono quota 930. Resta da vedere quale sarà l'impatto reale di questa decisione sui mercati e sulle relazioni tra i due paesi.
*Tratto dalla newsletter quotidiana de l'AntiDiplomatico dedicata ai nostri abbonati
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