Zelensky: "L'inviato speciale Witkoff ci sta ostacolando"
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un'intervista a Eurovision News, ha accusato l'inviato speciale Usa per la crisi ucraina Steve Witkoff di "ostacolare" il governo di Kiev sostenendo le "narrazioni del Cremlino".
"Le dichiarazioni di Witkoff indeboliscono la pressione americana sulla Russia - ha affermato Zelensky - Purtroppo questo ci crea difficoltà, poiché stiamo combattendo contro un paese 40 volte più grande di noi. Abbiamo bisogno che gli Stati Uniti stiano dalla nostra parte, non in una posizione intermedia". Zelensky ha aggiunto di aver discusso la questione più volte con il presidente statunitense Donald Trump, assicurando che Kiev correggerà questa "disinformazione con i fatti".
Le critiche di Zelensky seguono la controversa intervista di Witkoff al giornalista Tucker Carlson, in cui l'inviato americano aveva riconosciuto che la maggioranza della popolazione del Donbass e della Crimea "ha espresso attraverso referendum la volontà di unirsi alla Russia" e aveva confermato l'accerchiamento delle truppe ucraine nella regione di Kursk, fatto negato da Kiev. L'Ucraina ha chiesto l'esclusione di Witkoff dai negoziati, definendo le sue dichiarazioni "vergognose propaganda russa".
Il vicepresidente americano J.D. Vance ha invece difeso Witkoff, definendolo sui social "un grande uomo che sta facendo un lavoro incredibile". Vance ha ironizzato: "I suoi critici sono irritati perché sta riuscendo dove loro hanno fallito per 40 anni. La diplomazia a volte si riduce a una semplice qualità: non essere idioti". La polemica evidenzia le crescenti tensioni tra Kiev e Washington sulla gestione del conflitto, mentre l'inviato americano continua a sostenere la necessità di un approccio realistico che tenga conto delle dinamiche territoriali emerse negli ultimi anni.