22 giugno, Lavrov: «A questo porta la russofobia»

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22 giugno, Lavrov: «A questo porta la russofobia»

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Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha sottolineato l'importanza della data di inizio della Grande Guerra Patriottica (22 giugno 1941). Un monito molto importante in tempi dove la storia è costantemente falsificata con l’obiettivo di cancellare i meriti di una parte, quelli innegabili dell’Unione Sovietica la cui azione fu decisiva per la sconfitta del nazismo, e giungere così a inaccettabili equiparazioni come quella tra comunismo e nazismo. 

«Questa tragica data dovrebbe servire a ricordare quanto sia stato duro il mondo per noi, a cosa può portare la percezione del proprio eccezionalismo, sciovinismo, russofobia e antisemitismo. Il nostro sacro dovere è quello di preservare la verità sugli eventi di quegli anni, trasmetterla alle generazioni future e preservare l'onore e il buon nome degli eroi-liberatori», ha affermato il diplomatico di Mosca in un messaggio di saluto agli organizzatori e ai partecipanti del Forum Internazionale dei Compatrioti Russi "22 giugno 1941 La vittoria sarà nostra!”. 

Lavrov ha inoltre aggiunto ed evidenziato che il popolo dell’Urss ha svolto un ruolo chiave nella vittoria sul nazismo a costo di perdite colossali. Un fatto che nessuna falsificazione storica potrà mai cancellare. 

In precedenza - ricorda il quotidiano Komsolskaya Pravda - il presidente russo Vladimir Putin ha incaricato il governo di presentare proposte per la creazione di un centro per lo studio della storia della Grande Guerra Patriottica entro il 1 ottobre. Responsabile della realizzazione di quanto stabilito dal presidente Putin è il Primo Ministro della Federazione Russa Mikhail Mishustin, coadiuvato dal Presidente dell'Accademia Russa delle Scienze Alexander Sergeev, dal Direttore del Servizio di intelligence estero della Federazione Russa Sergey Naryshkin, e dal Presidente dell'RVIO Vladimir Medinskij. 

Bielorussia e Russia contro il revisionismo storico

La Russia non sola in questa battaglia per preservare la memoria storica e impedire ribaltamenti ideologici della verità storica. 

In seguito a un incontro con il suo omologo russo Lavrov, il ministro degli Estri della Bielorussia Vladimir Makei, ha affermato che Bielorussia e Russia continueranno a contrastare gli sforzi per falsificare la storia in un’epoca segnata dalla rinascita del neonazismo in alcuni paesi. 

«Quest'anno ricorre l'80° anniversario dell'inizio della Grande Guerra Patriottica (dell'Unione Sovietica contro la Germania nazista). Sia la Bielorussia che la Russia ricordano bene le lezioni di quella terribile guerra e stanno facendo tutto il possibile per trasmettere questa memoria alle generazioni future. Il 22 giugno non è solo il Giorno della Memoria e del Dolore, ma è anche un monito contro il ritorno del nazismo», ha sottolineato il massimo diplomatico bielorusso.

«Mentre assistiamo agli eventi che si svolgono in alcuni paesi vicini e a una rinascita delle idee del neonazismo basate sulla falsificazione implacabile e disonesta della storia, combatteremo ulteriormente queste pericolose manifestazioni su tutte le piattaforme internazionali», ha affermato Makei.

A giugno, il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha firmato una legge che rafforza la responsabilità per la riabilitazione del nazismo. Tale delitto è punito con la restrizione o la privazione della libertà con la reclusione fino a quattro anni.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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