8 marzo. Quanta ipocrisia nella narrazione dominante (neoliberista)

6436
8 marzo. Quanta ipocrisia nella narrazione dominante (neoliberista)

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


L'ennesimo otto marzo.

L'ipocrisia mediatica di due "donne al potere": un presidente del Consiglio che si mascolinizza e una nuova segretaria del PD ricca e fluida.

Entrambe neoliberiste, entrambe europeiste, entrambe atlantiste, entrambe guerrafondaie...
 
Con maggiore fastidio rispetto agli altri anni, assisto alla celebrazione di donne famose, "che ce l'hanno fatta", che sono riuscite ad emergere individualmente dalla oppressione e dalla discriminazione di genere.
 
Questa narrazione non solo è ipocrita, ma è pericolosa.
 
Esalta la competizione personale piuttosto che la solidarietà sociale.

Mette al primo posto il diritto civile piuttosto che i diritti sociali.
 
Attenzione.

È sempre lo stesso copione.
 
Una donna ricca con possibilità di tate e domestiche, di mandare i figli in scuole private, di curarsi in cliniche esclusive, di pagare badanti per l'assistenza dei genitori anziani è uguale ad una donna che lavora?

Ha le stesse esigenze delle donne che per essere assunte devono firmare lettere di licenziamento preventivo nel caso restassero incinte?

Ha la stessa paura quotidiana di non poter pagare le bollette, l'affitto, di mettere insieme il pranzo con la cena e assicurare un pasto sano ai propri figli?

Ha ogni anno gli stessi problemi con le scuole comunali e statali per assicurare ai figli il diritto all'istruzione?
 
Quelle donne che ci presentano come "una rivoluzione nel panorama italiano" hanno mai avuto l'incubo di non poter fare una semplice mammografia se non in lista d'attesa per un anno?

Queste donne che hanno dovuto scegliere un genere fluido per emergere hanno mai subìto le vessazioni e gli abusi per strada, nelle metropolitane, sui luoghi di lavoro?
 
Oggi c'è uno sciopero generale indetto dai sindacati di base per i diritti sul lavoro, di cui le donne, più di tutti, sono prive.

A Roma lo sciopero USB vede anche una mobilitazione a piazzale Ostiense perché Acea, (la neo presidente Marinali, una donna) nega al Comune i documenti sulle denunce di abusi sulle lavoratrici. 

Oggi, otto marzo, ancora una volta le donne hanno perso.
 
Perché nessuna battaglia per i diritti delle donne può prescindere dai diritti sociali, dalla lotta alla privatizzazione, dalla consapevolezza che il nemico è il neoliberismo, dalla coscienza di classe.

Le donne "normali" non si sentono rappresentate dal presidente Meloni o dalla fluida ricca Elly Schlein.

Le donne "normali" sostituiscono gli scellerati tagli ai diritti costituzionali, al welfare.

Questo bisogna sottolineare.
 
Non basta un Obama presidente per eliminare il razzismo, si disse alla sua elezione.

E tanto meno una Lagarde o una von der Leyen per "festeggiare" la donna...

Agata Iacono

Agata Iacono

Sociologa e antropologa

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'israelizzazione dell'UE | Alberto Negri (VIDEO) di Loretta Napoleoni L'israelizzazione dell'UE | Alberto Negri (VIDEO)

L'israelizzazione dell'UE | Alberto Negri (VIDEO)

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Venezuela: un punto provvisorio di Geraldina Colotti Venezuela: un punto provvisorio

Venezuela: un punto provvisorio

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti