Cina. La sicurezza di Pechino passa anche dall’Est Europa
1895
di Diego Angelo Bertozzi
“Go West, ma fino a dove?”, così avevamo intitolato una nostra breve riflessione sui recenti sviluppi della diplomazia cinese nella sua proiezione verso ovest. A fine novembre era in pieno svolgimento a Bucarest la tavola rotonda tra Cina e Paesi dell’Europa centrale e orientale (1+16) dalla quale è uscito l’impegno del gigante asiatico in settori come l’energia e le infrastrutture. L’espressione “Go West”, slogan nato per riassumere l’impegno del governo cinese di agganciare al treno dello sviluppo economico le regioni occidentali, indica da tempo uno sforzo che non è più limitato ai confini nazionali.
Lo spiega bene Minghao Zhao, esperto cinese di politica estera e ricercatore del Charhar Institute, quando descrive l’Europa Orientale come parte estrema della “cintura economica della Via della Seta” e porta di accesso per Le “terre interne dell’Europa”. Prosegue l’autore: “il successo della cintura economica della Via della Seta avrà notevoli ripercussioni sulla stabilità delle province occidentali cinesi, tra cui il XinJiang”. Insomma, la sicurezza dei confini cinesi, quelli storicamente più sensibili e un tempo troppo permeabili alle penetrazione straniera, passa anche dalla collaborazione economica con Ungheria, Serbia e Romania.
“Go West, ma fino a dove?”, così avevamo intitolato una nostra breve riflessione sui recenti sviluppi della diplomazia cinese nella sua proiezione verso ovest. A fine novembre era in pieno svolgimento a Bucarest la tavola rotonda tra Cina e Paesi dell’Europa centrale e orientale (1+16) dalla quale è uscito l’impegno del gigante asiatico in settori come l’energia e le infrastrutture. L’espressione “Go West”, slogan nato per riassumere l’impegno del governo cinese di agganciare al treno dello sviluppo economico le regioni occidentali, indica da tempo uno sforzo che non è più limitato ai confini nazionali.
Lo spiega bene Minghao Zhao, esperto cinese di politica estera e ricercatore del Charhar Institute, quando descrive l’Europa Orientale come parte estrema della “cintura economica della Via della Seta” e porta di accesso per Le “terre interne dell’Europa”. Prosegue l’autore: “il successo della cintura economica della Via della Seta avrà notevoli ripercussioni sulla stabilità delle province occidentali cinesi, tra cui il XinJiang”. Insomma, la sicurezza dei confini cinesi, quelli storicamente più sensibili e un tempo troppo permeabili alle penetrazione straniera, passa anche dalla collaborazione economica con Ungheria, Serbia e Romania.