Troppa Medicina. La fretta di guarire e il marketing della paura

Troppa Medicina. La fretta di guarire e il marketing della paura

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Marco Bobbio è un cardiologo e nel 2017 ha scritto un saggio meraviglioso e impressionante, sugli svantaggi di molta ipermedicalizzazione: “Troppa medicina. Un uso eccessivo può nuocere alla salute” (Marco è il figlio più piccolo del filosofo Norberto Bobbio, Einaudi, 132 pagine, euro 17).

La pubblicità dei farmaci diretta ai consumatori è vietata in molti paesi del mondo, ma le tecniche dirette e indirette del marketing farmaceutico e terapeutico hanno indotto una serie molto ampia di ansie e paure diffuse, e hanno trasformato la maggior parte della popolazione del mondo in persone ipocondriache e fissate con le ricerca ideale di uno stato di salute ottimale da carta patinata. In effetti il marketing di base è indirizzata ai vari professionisti in ambito medico, in modo diretto o indiretto, attraverso l’offerta di farmaci gratuiti, e il finanziamento delle ricerche universitarie (https://dottprof.com/2016/12/illegalita-nella-ricerca-clinica) e della formazione postuniversitaria (convegni medici, congressi, eccetera; https://dottprof.com/perche-dottprof).

Purtroppo il mondo della medicina non è lineare come quello della fisica e della chimica, ma è ancora abbastanza inesplorato come quello della biologia, per quattro motivi fondamentali: “il sintomo non è sempre causato da quello che si riscontra con l’esame”; la rimozione della causa non è priva di complicazioni”; “le malattie non sono quasi mai determinate da un solo fattore”; “i sintomi possono regredire spontaneamente” (grazie alle potenzialità dei meccanismi di autoriparazione e guarigione); “la vita è costellata di imprevisti” e gli accertamenti strumentali non possono prevedere il futuro” (p. 35). In effetti in moltissimi casi “gli screening consentono solo di anticipare la diagnosi e se il successivo trattamento è inefficace, forniscono l’illusione che la sopravvivenza sia aumentata” (p. 65). Dal punto di vista statistico è un successo, mentre la durata della vita è uguale per tutti (morte media a 70 anni per chi ha partecipato allo screening e chi no; Screening. Evidence e and Practice, libro di Angela Raffle e Muir Gray).

Quindi “i protocolli terapeutici e le linee guida vanno bene quando sono adottati come base per stabilire se un trattamento sia applicabile in quel singolo caso, ma possono creare effetti negativi e inattesi quando applicati in modo standardizzato e uniforme a tutti” (p. 128). In molti casi la vigile attesa e la non-cura sono la scelta migliore (p. 54). Inoltre è impossibile prevedere e sperimentare l’interazione e gli effetti di una decina di farmaci presi dalla stessa persona, come avviene nel caso di decine di migliaia di persone anziane e molto anziane. Oltretutto sono poche le persone simili a un paziente medio, e il destino di qualsiasi paziente può dissociarsi da quello più probabile (p. 56).

La scelta tra due alternative non è mai facile. In un corpo ipercomplesso pieno di variabili nascoste regna l’incertezza. Tra le scelte principali i margini di differenza nelle probabilità di successo possono essere piccoli (in molti casi possono viaggiare intorno al 5 per cento). Quindi “il medico da depositario della verità deve trasformarsi in una sorta di mediatore emotivo” (p. 51). Tuttavia in alcuni casi si tratta di imparare a camminare su altri crinali montagnosi, poiché con l’attuale incremento delle innovazioni nel campo medicale, aumentano le possibilità delle scelte estreme e delle lunghe riabilitazioni che però peggiorano sensibilmente la qualità degli ultimi mesi di vita. L’etica della vita quotidiana non viene insegnata a livello accademico, ma viene tramandata con l’esperienza da medico a medico, tra i medici meno frettolosi, più coscienziosi e più umani.

Sono il marketing sanitario e la formazione universitaria legata alla promozione delle innovazioni che spingono per l’interventismo. In realtà il marketing e “La globalizzazione dell’intelligence sul consumatore [anche sanitario e farmacologico] richiede una combinazione di fortuna, furbizia e forza bruta” (William Davies, L’industria della felicità. Come la politica e le grandi imprese ci vendono il benessere, p. 178, https://williamdavies.bloghttps://williamdavies.blog/books). Per capire meglio la forza legata alla deformazione professionale interventista, leggete questa intervista a uno scienziato molto travisato (come è accaduto con la tecnica PCR del Nobel Mullis): https://danielebanfi.com/2016/11/15/psa-un-esame-quasi-sempre-poco-utile-intervista-a-richard-ablin (il grande business della prostata, novembre 2016, https://danielebanfi.com/about).

I pazienti e i medici tendono a sovrastimare gli effetti positivi di test e farmaci, poiché le illusioni vengono alimentate da riviste scientifiche, “giornali, riviste, siti internet e da chi ha un interesse nel settore” (p. 36). Fornire statistiche troppo asettiche può risultare controproducente: il paziente percepisce quasi sempre in maniera distorta alcuni risultati a proprio favore. La dissonanza cognitiva aumenta “inconsciamente i vantaggi di una decisione, evitando il disagio di vivere una dissonanza tra la propria scelta e le conseguenze” (p. 38). Inoltre esiste la teoria della convinzione naturale del rischio, la quale afferma che anche in campo scientifico, le persone credono alle cose che sono in sintonia con i loro valori personali, familiari e culturali.

Ognuno di noi, anche nelle normali situazioni della vita quotidiana, cerca “le informazioni che coincidono con la propria tesi, rafforzandola” (p. 39). Fornire dati statistici ai pazienti è come fornire acqua salata a un assetato… le statistiche dettagliate vanno bene per le aule di ricerca, non per le stanze di ospedale” (Paul Kalanithi, medico e filosofo, morto di cancro a 38 anni; https://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Kalanithi). Perciò fornire troppe statistiche elaborate male, e sparate acriticamente in Tv, è come organizzare una vera operazione di terrorismo psicologico.

In sintesi Marco Bobbio afferma che “in ogni momento della vita siamo più o meno sani e più o meno malati e il giudizio non può essere determinato solo da accertamenti diagnostici, ma anche dalla percezione che un individuo ha della propria condizione d benessere”, nel bene e nel male (p. 128). E “la teoria dei sistemi ci insegna che non si può spiegare il mondo biologico analizzando solo singoli elementi, a prescindere dall’articolata rete di legami che uniscono cellule, molecole, organi, ambiente”. Ogni situazione ambientale, di vita e lavorativa, condizione pesantemente ogni corpo. Ognuno di noi ha delle piccole anomalie psicofisiche e oggigiorno una persona sana “è quella persona che non si è ancora sottoposta a degli esami” (p. 6, studente universitario perspicace). 

Comunque “è stato dimostrato che operare un paziente con modeste lesioni alle carotidi non elimina la probabilità di avere un ictus, che rimuovere una cisti da una mammella non riduce il rischio di un tumore, che gli integratori possono ridurre il colesterolo, ma non evitano un infarto” (p. 5). Del resto “l’angioplastica provoca una lesione alla coronaria facilitando una trombosi e lo stent è un materiale estraneo che può indurre una ristenosi” (p. 36). Oramai gli studi scientifici sono concordi nel ritenere “che l’angioplastica presenta un tasso di complicanze non trascurabile, riduce i sintomi, ma non il rischio di infarto e morte” (p. 37). L’intervento può fornire tranquillità ai pazienti, ma la riduzione dei sintomi non supera i cinque anni (p. 38). Può risultare molto più utile migliorare i nostri stili di vita. Basterebbe mangiare di meno e cose più sane, e muoversi di più.

Dopotutto “Ogni paziente ha il suo livello di rischio che è disposto ad accettare e una peculiare condizione che determina i benefici e i rischi di un intervento” (citazione a p. 51). Anche il test del PSA e i programmi di prevenzione dei tumori della prostrata hanno dimostrato molti limiti: sono aumentati gli “interventi chirurgici senza modificare l’aspettativa di vita, compromettendo inutilmente la qualità della vita di molte persone” (p. 126, www.airc.it/news/la-misurazione-del-psa-non-e-un-test-di-screening). Naturalmente sono state dimostrate tante altre cose, che si possono scoprire leggendo delle storie cliniche dirette e indirette, sintetizzate con uno stile molto pulito, umano e professionale (prende in esame anche le scelte di Steve Jobs e di Tiziano Terzani).

 

Marco Bobbio è stato ricercatore negli Stati Uniti, è stato il responsabile dei trapianti di cuore a Torino, è segretario di Slow Medicine (https://www.slowmedicine.it/cosa-e-slow-medicine/il-direttivo). Nel 2010 con Einaudi ha pubblicato il saggio “Il malato immaginato. I rischi di una medicina senza limiti” (www.agoravox.it/Le-malattie-della-medicina-il.html, giugno 2010). Troppa medicina è un libro che equivale a un corso intensivo di specializzazione in filosofia della medicina.

Slow Medicine è stata fondata nel 2011 con l’obiettivo di evitare l’iperprescrizione di farmaci e di procedimenti diagnostici, attraverso l’alleanza tra medici, infermieri, pazienti e cittadini. Per reperire i principali responsabili sanitari in Italia: https://www.slowmedicine.it/i-punti-slow.

 

Nota generale – In realtà in molti casi un referto negativo non rassicura il paziente e non fa scomparire i suoi sintomi (p. 7). In ogni caso troppi esami allungano le liste d’attesa e “fare di più non significa fare meglio” (p. 124). Il consenso informato non può ridursi alla banale pratica burocratica di far firmare un modulo. Una buona comunicazione tra medico e paziente riduce “i rischi di rivalse legali”; “coloro che usufruiscono di cure molto costose nelle ultime settimane hanno una peggiore qualità della morte” (p. 41). Purtroppo ai medici non viene insegnata l’arte di comunicare all’università. E la morte andrebbe semplicemente accettata come l’ultima tappa fondamentale della vita. Invece molto persone non sono educate a gestire la morte e finiscono per addolorare le ultime ore di vita. Comunque la colpevolizzazione del medico non permette la revisione di un sistema a più livelli, (pure politici), e alimenta la cattiva stampa. Dai giudici un medico può difendersi in tribunale, ma per qualsiasi persona è quasi impossibile difendersi dal cattivo giornalismo che punta alle vendite.

Nota statistica – Ogni test ha una valenza statistica basata su un modello matematico. Quindi bisogna sempre tenere presente che “Tutti i modelli sono sbagliati, ma alcuni sono utili” (George Box, statistico, https://it.linkfang.org/wiki/George_Edward_Pelham_Box). Per approfondire una questione di lana accademica: http://maddmaths.simai.eu/comunicare/risposta-di-guido-silvestri. Bisogna tenere presente che “quasi la metà delle ricerche con risultati favorevoli a un trattamento viene contraddetta o smentita da una ricerca successiva” (p. 58). Inoltre “i benefici ottenuti nelle ricerche sono maggiori di quelli raggiungibili nella pratica quotidiana”. La vita è fatta di più variabili definite e indefinite, e di solito i soggetti delle ricerche sono maschi, più giovani e meno gravi. Pr valutare la qualità delle ricerche e dei dati: https://dblp.org/pid/41/4152.html (GRADE Group; https://bal.lazio.it/il-metodo-grade, informazioni varie in lingua italiana). Generalmente i risultati negativi delle ricerche vengono taciuti (questo è il problema principale). Per approfondire perché questi risultati vengono taciuti: https://www.biopills.net/iatrogenesi (gli errori medici e non solo); http://www.nilalienum.it/Sezioni/Aggiornamenti/Medicina/Iatrogenesi.html (iatrogenesi, la faccia oscura della Medicina; http://www.nilalienum.it, scritti di un medico psicoanalista indipendente).

Nota molto curiosa – “Durante gli 82 giorni di convegni nazionali di cardiologia svoltisi negli Stati Uniti tra il 2002 e il 2011 si è ridotta la mortalità dei pazienti giunti in pronto soccorso per infarto acuto, scompenso cardiaco e arresto cardiaco” (p. 76). Negli Usa i medici sono troppo interventisti. Inoltre i risultati della maggior parte delle ricerche sono alterati da “accorgimenti tecnici attuati durante le varie fasi della ricerca” (p. 85, John Ioannidis, epidemiologo dell’Università di Stanford, https://bolognamedicina.it/speakerguest/john-ioannidishttps://dblp.org/pid/41/4152.html). Del resto durante nei vari meeting scientifici, tutti sono “liberi e indipendenti di scegliere temi, relatori e contenuti, ma se gli argomenti o le esposizioni non saranno considerati soddisfacenti, non arriveranno più inviti né finanziamenti” (p. 93). Nel 2017 l’Italia era “il Paese europeo con il maggior numero di robot chirurgici per milione di abitanti” (il rapporto costo-beneficio è dubbio). Per leggere un libro digitale professionale sugli eventi avversi in campo sanitario (Breve storia degli eventi avversi in sanità): https://link.springer.com/chapter/10.1007%2F978-88-470-1875-4_1.

Nota lombarda – Per capire qualcosa della famigerata catene di errori sanitari fatti in Lombardia: http://www.sanitaebenessere.it/news/coronavirus-il-parere-di-sergio-resta-chirurgo-oncologo. Qui c’è un libro che tratta la medicina d’urgenza: www.agoravox.it/Coen-la-scienza-medica-e-l-arte-di.html (scritto dal Dr. Daniele Coen, che ha lavorato nei pronto soccorso tutta la vita). Qualche medico in Lombardia ha agito molto bene: https://neurobioblog.com/2020/03/16/enzo-soresi-le-mie-considerazioni-sullepidemia-da-coronavirus (Enzo Soresi, oltre 50 anni di esperienza con le malattie polmonari).

Nota su Giacomo Cardaci – Giacomo Cardaci è un giovane avvocato che ha avuto dei gravi problemi di salute, raccontati nel libro La formula chimica del dolore. Sintesi della sua esperienza: “ho avuto a che fare con almeno una settantina di medici, tutti determinati a salvarmi la pelle… Ciononostante, credo di aver parlato per più di cinque minuti soltanto con una decina di questi medici” (p. 45, https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Cardaciwww.giacomocardaci.it/ricerca). 

Nota americana – Negli Stati Uniti la spesa sanitaria media per ogni persona è tra le più alte al mondo, ma il Paese “figura in basso nelle graduatorie mondiali della speranza di vita alla nascita e della vita media per uomini e donne” (p. 117, gli uomini vivono circa 78 anni, in Italia circa 81, https://www.italiaoggi.it/news/l-aspettativa-di-vita-diminuisce-negli-stati-uniti-2370058). In realtà “si ha l’impressione che la tecnologia in medicina sia validata in modo insufficiente, disseminata in modo irresponsabile e accettata in modo acritico” (p. 120, David Reuben, Providence Hospital, Rhode Island; https://www.saluteinternazionale.info/2019/03/vivere-e-morire-in-usa). Nel 2016 gli errori dei medici e degli operatori sanitari è risultata la terza causa di morte negli Stati Uniti con oltre 250 mila vittime (dopo le patologie cardiache e quelle tumorali, certificati dalla Johns Hopkins University, www.jhu.edu). Per approfondimenti esistenziali e legali sulla iatrogenesi: https://menici60d15.wordpress.com/category/frode-medica-strutturale/iatrogenesihttps://www.ninconanco.it/la-medicina-dellimmortalita (un filosofo religioso tenuto occultato); https://www.labiolca.it/wp-content/uploads/inserto-effervescienza/farmaci-la-prima-causa-di-morte-al-mondo-effervescienza109-giugno2018.pdf.

Nota personale – La ricerca medica scientifica indipendente è sempre più rara, per cui mi sembra giusto segnalare alcune realtà molto utili: https://associali.it/consiglio-direttivo (Network Italiano Cochrane); https://www.ramazzini.org (Bologna); http://www.metododibella.org/it/Chi-siamo.html (Bologna, Dott. Giuseppe Di Bella); https://www.studiesalute.it/pubblicazioni (Dott.ssa Loretta Bolgan); https://www.uppa.it (rivista indipendente dedicata ai genitori inesperti e non). Per molti medici la febbre è un importante meccanismo di difesa che ci aiuta a uccidere i batteri e i virus. La febbre andrebbe abbassata solo in caso di grave disturbo personale. Ridurre i sintomi non significa curare (p. 43). Per fortuna quasi tutti gli organismi umani sono talmente forti da resistere a molte terapie inutili o dannose (https://it.wikipedia.org/wiki/Il_venditore_di_medicine, film diretto da Antonio Morabito). I dati relativi agli italiani più sfortunati li potete trovare qui: http://www.informasalus.it/it/articoli/medici-farmaci-uccidono-guerre.php (febbraio 2019). Fondazione che studia i conflitti d’interesse nel settore sanitario nell’ottica scientifica dell’autocritica: https://fondazioneallinearesanitaesalute.org/chi-siamo/mission-e-vision.

Approfondimento storico – Sanità Spa: http://www.agoravox.it/La-sanita-sul-tavolo-operatorio.html (recensione del libro della giornalista Daniela Francese, 2011; profetico). Rivista internazionale: https://www.healthnewsreview.orghttps://www.linkedin.com/in/garyschwitzer. Qui trovate la recensione del libro poco conosciuto di un medico che ha rivoluzionato le basi emotive delle scienze umane: http://www.agoravox.it/Freud-Bullitt-e-il-Presidente.html. Qui trovate la recensione del libro del nipote: www.agoravox.it/Bernays-le-pubbliche-relazioni-e.html (Edward Bernays ha istituzionalizzato la propaganda e ha monetizzato le conoscenze di Freud).

Aggiornamenti – Dichiarazione-petizione di alcuni medici molto importanti a livello internazionale: https://gbdeclaration.org/dichiarazione-di-great-barringtonhttps://gbdeclaration.org/#sign. La traduzione di un articolo fondamentale della rivista The Lancet, che chiarisce la differenza tra pandemia e sindemia (il caso del Covid-19): https://www.ilperiodista.it/post/covid-non-e-una-pandemia-scrive-the-lancet (Richard Horton). Articolo fuori dal coro mediatico prezzolato: https://scenarieconomici.it/oms-il-lockdown-non-e-la-soluzione (di Giuseppina Perlasca). Il virologo Claudio Perna, spiega i possibili ritorni di fiamma del virus con l’immunità definitiva di circa la metà della popolazione: https://www.dagospia.com/rubrica-39/salute/ldquo-39-efficacia-nuove-misure-scopriremo-mese-rdquo-249715.htm (molti italiani che non hanno sviluppato gli anticorpi neutralizzanti potrebbero diventare ancora positivi, qualcuno potrebbe riammalarsi). Due persone molto intelligenti: www.oltre.tv/palu-verita-diretta-positivo-malato-contagioso (Prof. Giorgio Palù, ora in USA); https://www.oltre.tv/dottor-restani-scrive-privato-gente-accadere (Dr. Stefano Restani, bolognese); www.francescocappello.com/2020/10/15/dubbi-da-tamponare (il bugiardino del Test Covid sbugiarda quasi tutto, ma qualcuno non vuole fare bene il suo lavoro). Per ascoltare alcune riflessioni del Dr. Giuseppe Di Bella sull’attuale situazione sanitaria italiana: www.youtube.com/watch?v=ORL7hBHhv1U (un virus ridimensionato in una situazione esagerata);  www.youtube.com/watch?v=cVFKlTlwkjQ&feature=youtu.be (la scarsa libertà di cura in Italia). 

Damiano Mazzotti

Damiano Mazzotti

"Prima delle leggi, prima della stampa, la democrazia è la parola che puoi scambiare con uno sconosciuto" (Arturo Ixtebarria').

 

Damiano Mazzotti è nato nel 1970 in Romagna e vive in Romagna. Si è laureato in Psicologia Clinica e di Comunità a Padova nel 1995. Nel corso della vita si è occupato di consulenza, di formazione e di comunicazione, lavorando nella Regione Emilia-Romagna, per società di Milano e per l’Istituto Europeo di Management Socio-Sanitario di Firenze. Nel 2008 diventa uno studioso indipendente e un Citizen Journalist che ha pubblicato centinaia di articoli sulla piattaforma informativa Agoravox Italia (www.agoravox.it/Damiano-Mazzotti). Nel 2009 ha pubblicato Libero pensiero e liberi pensatori, il primo saggio di un giornalista partecipativo italiano. 

 

 

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