Verso Roma

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Verso Roma


di Marino Poerio*

 

Domani, per la prima e probabilmente (chissà) ultima volta nella mia vita parlerò in piazza, da un palco, con tanto di microfono, casse e amplificatori.
 
Di fronte a tantissime persone, forse migliaia. 
 
A Roma. 
 
Me' cojoni.
 
Chi mi conosce sa bene che il mio registro espressivo personale non è particolarmente tarato per occasioni come questa. 
 
Sono più un tipo da battaglie anche forti, polemiche, sempre controcorrente, ma intellettuali. 
 
Sto scrivendo da un treno in viaggio per la capitale.
 
Tutto quello che sta succedendo in questi mesi è gigantesco, distopico e surreale e la mia piccola vicenda non conta nulla, nel complesso, ma conta parecchio per me e per chi mi sta intorno.
 
Un uomo è un uomo se quando gli si presenta, una volta nella vita, l'occasione di agire davvero moralmente (Kant, Kant, dove sei?), allora senza chinare il capo, anche contro i propri interessi - soffrendo per i timori le paure causate a chi lo ama - stringe i denti e fa la cosa che ritiene doverosa, che spesso purtroppo è quella più difficile.
 
E quindi sì, domani pomeriggio alle 14 sarò a testa alta in quella piazza Giovanni infangata da una stampa nazionale infame.
 
E ci sarò a fronte tanto più alta quanto più il sistema dell'informazione ha cercato di farcela abbassare, spalando su di noi tonnellate di merda e aizzandoci contro i rabbiosi cani di Pavlov di cui è pieno quel vomitatoio di odio ignorante che è Facebook.
 
Non so se i frutti della battaglia che stiamo combattendo (con un coraggio che, credetemi, non è da tutti), li raccoglieremo noi o qualcun altro, un giorno.
 
Ma è una buona battaglia, di verità, libertà e giustizia, e a qualcuno toccava farla. 
 
In bocca al lupo a tutti noi.

*fondatore del Movimento delle Saracinseche

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